VARESE L’ipotesi iniziale era quella dell’errore umano. Poi, lentamente, insieme con i resti dell’elicottero inabissatosi il 14 novembre nel lago di Varese, e recuperati non senza difficoltà lo scorso 11 marzo, è venuta a galla anche la verità: a far schiantare l’Ecuireuil As 350 di fabbricazione francese nello specchio d’acqua antistante al centro abitato di Voltorre di Gavirate è stato molto probabilmente un problema meccanico.
Lo ipotizza il pm Tiziano Masini, sulla base delle prime risultanze delle perizie tecniche affidate a due esperti della materia. E sulla base anche di una identica conclusione alla quale era giunta la procura di Torino, nell’inchiesta del pm Raffaele Guariniello, per un incidente analogo avvenuto il 16 aprile 2003 a Sauze di Cesana, nel quale persero la vita sei persone.
A Gavirate il 14 novembre morirono l’imprenditore bresciano Marcello Gabana, 65 anni, a capo di un impero che nel 2008 aveva contabilizzato ricavi per quasi 63 milioni in quattro settori diversi: le discariche, l’immobiliare, l’agro-alimentare e lo stoccaggio di cereali; era noto anche per essere stato presidente della squadra di pallavolo Gabeca di Monti Chiari. I familiari sono rappresentati dall’avvocato Attilio Fontana. Ed era morto anche il pilota elicotterista Simone Detomi, sposato, padre di una bimba di appena quattro mesi: la moglie si è rivolta all’avvocato saronnese Angelo Proserpio.
Trentasette anni, Detomi lavorava sugli elicotteri da sempre, ed era considerato un pilota molto esperto, con un gran numero di ore di volo all’attivo. Nei documenti dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, risultano le date dell’ultimo controllo della licenza e i mezzi che portava. L’elicottero Hu269, oppure l’As355. Ma anche l’As350, l’Ecureuil nel quale ha trovato la morte.
Lo stesso modello del gravissimo incidente di sei anni prima in Piemonte: una coincidenza che non sembra casuale, soprattutto dopo il recupero dell’albero di trasmissione del rotore di coda e della carlinga che lo riveste. Le prima analisi su questo elemento sembrano avvalorare la tesi del guasto meccanico.
Solo una pista per ora, per verificare la quale il pm Masini ha però dovuto aprire una indagine formale ipotizzando i reati di disastro aereo colposo e di omicidio colposo plurimo a carico dei responsabili della casa di costruzione dell’elicottero (Eurocopter), della casa che produce il motore (Turbomeca), e delle due società italiane individuate dalla procura che negli anni ne hanno seguito la manutenzione.
Una decina di persone in tutto, raggiunte da informazione di garanzia alla vigilia di accertamenti tecnici irripetibili che il sostituto procuratore vuole portare a termine per capire l’esatta dinamica dello schianto, e quindi individuare, se ve ne fosse, un responsabile dell’incidente, offrendo a tutti, in quanto appunto indagati, la possibilità di nominare un proprio perito in questa fase, in modo che gli accertamenti vengano condotti con la garanzia del contraddittorio.
Franco Tonghini
e.marletta
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