Roma, 29 lug. (Apcom) – Una proposta “tardiva”, anzi una “trappola”: Silvio Berlusconi respinge la tregua offerta ieri da Gianfranco Fini, e secondo quanto riportato da tutti i giornali conferma la linea dura nei confronti del Presidente della Camera e dei suoi uomini: rottura con Fini ed espulsione dei suoi fedelissimi, linea che dovrebbe essere sancita stasera nell’Ufficio di presidenza del Pdl.
Sul tavolo del vertice di ieri notte a palazzo Grazioli, l’offerta di pace di Fini (“Resettiamo tutto”) è arrivata intorno alle 21. Ma l’interpretazione del vertice del Pdl riunito a casa del premier è stata secca: “E’ una trappola – avrebbe detto Berlusconi secondo quanto scrive ‘Repubblica’ – se avesse voluto la tregua l’avrebbe proposta un mese fa. Adesso è solo un modo per prendere tempo”. E così lo stato maggiore del Pdl, scrivono i maggiori quotidiani, prepara un documento di “censura politica” contro il co-fondatore del partito, che dovrebbe essere approvato oggi nell’Ufficio di presidenza convocato per la serata. Parallelamente, si dovrebbero avviare le complicate procedure per arrivare all’espulsione dal Pdl dei ‘finiani’ più esposti: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata.
In questo modo, è la strategia del Cavaliere, Fini si troverebbe isolato nel partito. Ma sempre nell’intervista al ‘Foglio’ il Presidente della Camera ribadiva: “Qui sto, e qui resto”. Tuttavia Berlusconi già prepara il ‘dopo-Fini’: ieri ha incontrato i deputati Liberaldemocratici, pronti a rimpolpare le fila della maggioranza dopo la cacciata dei finiani.
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