Genchi: mai fatto intercettazioni e non esiste alcun archivio

Genchi: mai fatto intercettazioni e non esiste alcun archivio


Roma, 26 gen. (Apcom)
– Gioacchino Genchi, il consulenti di Luigi
De Magistris accusato di aver creato un archivio contente
centinaia di intercettazioni e tabulati telefonici nel corso
dell’inchiesta Why Not, si difende e contrattacca dicendo di non
aver mai intercettato nessuno e che “non esiste un archivio
Genchi”; “parlare di intercettazioni poi” dimostra che “c’è la
volontà di denigrare e di mistificare”.

“Io – afferma infatti Genchi in una intervista a Sky Tg24 – non
ho mai intercettato nessuno”, anche perchè, spiega, “fare
intercettazioni non autorizzate”, soprattutto se si è pubblici
ufficiali, “e io sono un pubblico ufficiale”, può comportare
l’arresto. “Se qualcuno sostiene che io ho fatto intercettazioni
lo dica apertamente così mi arrestano e vediamo”.

Insomma, per Genchi è in corso “la più grande mistificazione
d’Italia”, perchè un ‘archivio Genchi’ proprio non esiste. Di
più. Il consulente di De Magistris spiega anche che “certi nomi”
inquadrati nell’inchiesta “sono stati fatti trapelare ad arte”.
E’ il caso di quello di Armando Spataro, il pm antiterrorismo di
Milano. “Non c’è nulla su Spataro. Spataro non c’azzecca nulla e
il suo nome è stato fatto trapelare per tagliare i ponti a De
Magistris, visto il ruolo che Spataro ricopre nella magistratura
e il peso che ha nella sua corrente”.

Parimenti, secondo Genchi non c’è nulla neanche nei confronti
dell’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e dell’ex direttore
del Sisde Gabrielli, che per il consulente informatico “è persona
offesa” e i cui tabulati telefonici “non sono mai stati
acquisiti”. Insomma, per Genchi il quadro è chiaro: De Magistris
indagava su “due fughe di notizie di una gravità inaudita”
relative alla faida di San Luco e all’indagine Fortugno e per
questo è stata montata ad arte “la più grande mistificazione
d’Italia”.

“Il problema – conclude quindi l’intervista a Sky Tg24 – è la
Calabria e le collusioni che da lì partono verso altre zone
d’Italia”, tant’è vero che “il magistrati di Salerno hanno fatto
bene a indagare” sull’attività della procura di Catanzaro.

Gic

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