VARESE «Sono i moralizzatori della politica, i fustigatori dei costumi corrotti di “Roma ladrona”. Ma quando entrano nei palazzi della politica, anche i leghisti, come tutti, “mungono” con bramosia il portafoglio dello Stato». Eccola la risposta capitolina alla parola d’ordine padana. Arriva online da «Il Tempo», quotidiano della capitale, che non le manda a dire ai lumbard approdati nei palazzi del potere. E se la prende tra l’altro con il tentativo «di dirottare un po’ di soldi verso l’amato Nord. Con un occhio di riguardo per gli enti direttamente amministrati dal Carroccio». In un articolo dai toni chiari, la politica del «più spendi, più guadagni. In voti» trova un paradigma nella legge-mancia, che stanzia fondi ai territori. «Le amministrazioni governate dalla Lega se ne aggiudicano il 30%» prosegue l’affondo. Che, conclude, «il primo premio lo strappa il presidente leghista della provincia di Varese Dario Galli che conquista un milione e mezzo di euro per la riqualificazione a fini sportivi delle acque dei laghi della provincia. In fondo anche i canoisti e i pescatori votano». Bacchettata capitolina alla quale il numero uno di Villa Recalcati replica con un «ci lascia totalmente indifferenti». Nel metodo, perché nel merito Galli da dire ne ha, eccome: «A differenza dei politici di professione romani, che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, noi padani prima di entrare in politica
lavoravamo, tentiamo di farlo anche oggi e lo faremo a incarico concluso. Quindi i conti li sappiamo fare, purtroppo per i romani, e li facciamo bene». Li abbiamo fatti sul lavoro, da imprenditori – è la sintesi del ragionamento – e ora li facciamo da amministratori. E i numeri, per l’ex senatore del Carroccio, parlano chiaro: i padani, incassando, si riprendono solo una piccola parte di quello che danno. «Ricordo che i miei amati concittadini di Varese ogni anno regalano all’Italia, esclusa la Padania, circa settemila euro tra quello che pagano e quello che ricevono come servizi totali dalla cosa pubblica». Settemila per un milione di abitanti circa fa sette miliardi: «E questo è quello che regala la provincia di Varese allo Stato. Si facciano quindi i conti, a un milione e mezzo alla volta, per capire quanto ci vuole per recuperare sette miliardi».Conclusione sulla legge-mancia? «È un minimo di quello che ci spetta. Inoltre noi, come dimostrano i mondiali di Roma, i soldi li centelliniamo fino all’ultimo centesimo e facciamo opere che a Roma costerebbero molto di più». E questo – il tentativo di creare maggiore equità fra ciò che i varesini danno e quel che ricevono – «è solo l’aperitivo di quello che arriverà. Loro nel frattempo ci spieghino come hanno fatto debiti miliardari a Roma e nel Lazio, che la Padania sta ripianando».
s.bartolini
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