Torna a vivere un pezzo di storia del motociclismo italiano. Dopo 23 anni di silenzio, riprendono a rombare i motori a marchio «Aspes». Anche se, segno dei tempi che cambiano, la produzione si sposterà dai Gallarate alla Cina. Forse, ai più giovani, questo nome non dice molto. Ma chi aveva vent’anni negli anni Settanta ancora sussulta quando sente parlare delle motociclette a marchio «Aspes».
A testimoniare la passione, i motoraduni, l’ultimo non più tardi di un paio di mesi fa al Ciglione di Malpensa, che ancora oggi si organizzano riunendo gli appassionati di questo marchio. Un’azienda che ha fatto la storia del motociclismo tricolore: fu la prima a dar vita a un campionato monomarca, la prima a realizzare in autonomia tanto il motore quanto la ciclistica. A rilevare il marchio è stata l’azienda «Menzaghi Motors», con l’obiettivo, si legge in una nota, di «rilanciare la storica casa motociclistica italiana nel segno della qualità e, soprattutto dell’innovazione».
Come detto, però, la produzione non sarà più realizzata a Gallarate, ma si trasferirà in Cina. Qui sarà presente un team italiano che si occuperà del controllo qualità sulle motociclette che usciranno dalla catena di montaggio. In provincia di Varese rimarrà solamente un ufficio commerciale, che troverà spazio a Mornago. Tempi che cambiano, insomma, anche se l’idea della nuova gestione è quella di riallacciarsi a una storia che si è interrotta metà degli anni Ottanta.
La notizia di questo ritorno alla vita di «Aspes» quasi commuove Franco Sorrentino uno dei tre figli di Teodosio. «Questa notizia fa piacere a me e a tutta la mia famiglia e, penso, anche alla città di Gallarate», spiega, «spero che questa nuova realtà possa rivivere i momenti d’oro, indelebili ed indimenticabili, che vivemmo noi tanti anni fa».
f.tonghini
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