VARESE (a.morl) Alla corsa degli asini erano presenti due veterinari dell’Asl che non hanno riscontrato problemi per la sicurezza degli animali. La Lav, invece, ritiene che la pista di asfalto dell’asinodromo non fosse idonea ad attutire l’impatto degli zoccoli e ad evitare scivolamenti, venendo meno all’ordinanza del 21 luglio 2009. L’ordinanza si applica a manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengano impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati. «C’è un’ordinanza, ma va valutata ad ogni manifestazione – spiega Mauro Maccapani, direttore dipartimento di prevenzione veterinario dell’Asl di Varese – l’ordinanza prevede che gli animali siano controllati, assistiti e protetti. Ci devono essere un veterinario esperto di equidi, un veterinario Asl e un mezzo idoneo a caricare gli animali in caso di assistenza. Per quanto riguarda la valutazione del percorso, vale il criterio che non ci devono essere elementi che possano ferire gli animali e che la pavimentazione non deve danneggiare l’animale. Le corse veloci le facciamo con le massime garanzie, nei circuiti sportivi. Le stesse precauzioni valgono per i circuiti cittadini,
ma in questo caso si è trattato di asini tenuti da un conducente che giravano intorno a una piazza, al passo o a un leggero trotto, quindi non c’erano le condizioni di gara veloce. Nello specifico, in questa manifestazione gli asini potevano precorrere il fondo stradale ad un’andatura naturale, senza problemi e traumi. Prova ne è che, alla fine, è andato tutto bene. Noi dell’Asl siamo però un organo tecnico, l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione viene sempre rilasciata dal Comune». La Lav, dopo la vittoria a Fenegrò dove il palio degli asini quest’anno è stato sospeso, non ha intenzione di arrendersi. «L’ordinanza non si applica alle sfilate e ai cortei, ma in questo caso, essendoci un vincitore, la manifestazione è una corsa a tutti gli effetti. Di conseguenza l’ordinanza deve essere rispettata e non è scritto da nessuna parte che va valutata caso per caso – risponde Ornella Jurinovich, referente della Lav a Varese – Noi chiederemo l’esito delle verifiche in modo da avere i documenti da parte dell’Asl e delle autorità a cui abbiamo mandato la diffida».
s.bartolini
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