BUSTO ARSIZIO Il cuore non si dimette. Se, sulla carta, si può abbandonare un ruolo – come ha fatto il dirigente scolastico dell’Itc Tosi Benedetto Di Rienzo, rassegnando le dimissioni – di fatto non si possono cancellare con un colpo di spugna 32 anni spesi con gli studenti e per gli studenti. E così il decano dei presidi bustocchi è in “pausa di riflessione”.Ma si lascia scappare una mezza promessa: «Resterò comunque vicino ai miei ragazzi, anche se non sarò più il loro preside. Non avrei rispetto di me stesso e della mia storia personale se mi disinteressassi di loro». Di Rienzo, insomma, lascia intendere di avere tutta l’intenzione di seguire da vicino l’Itc, sebbene con un ruolo diverso. Intanto il provveditore Merletti conferma a Di Rienzo tutta la sua stima “personale e professionale”, spiegando di
aver appreso con “dispiacere” la decisione: «In un momento così importante e di grande cambiamento, sarebbe stata importante la presenza di quello che dal punto di vista professionale è un vero pezzo grosso». Quanto ai 1.800 studenti scesi in piazza a favore del loro preside, Merletti commenta: «Avvenimenti del genere riempiono d’orgoglio l’amministrazione scolastica. In questi casi la decisione rimane del soggetto, come del resto è giusto che sia». Intanto arriva la lettera del rappresentante dei genitori nel Consiglio d’istituto, Lino Lunardi, che esprime solidarietà a Di Rienzo: «Le sue dimissioni sono arrivate come un fulmine a ciel sereno. Le sue motivazioni sono ineccepibili e condivisibili ma quando vedi dei ragazzi abbracciarlo in lagrime cominci a pensare che un distacco così traumatico non è possibile. Credo che il preside debba fare ancora qualcosa per l’Itc».Laura Campiglio
m.lualdi
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