Gallarate Un gol chiamato desiderio, una rasoiata dai venti metri chiamata serie A: il Cesena vince a Piacenza 1-0 e acciuffa il salto di categoria senza passare dal via, cioè dai sempre perniciosi playoff. Esecutore materiale Marco Parolo, nato 25 anni fa nella città dei Due Galli.Marco, quanto squilla il telefono?Da domenica è un continuo, complimenti su complimenti. Significa che ho fatto una bella cosa, perché non accade sempre e, se succede, è importante. Me li godo.Il bravo più significativo.«Orgoglioso di averti allenato», l’ho ricevuto da parte di un mio vecchio mister delle giovanili.Marco Parolo descriva Marco Parolo, in campo e fuori.Come sono in campo mi rivedo nella vita: voglio migliorarmi e non accetto di dare qualcosa sotto al massimo, sono disponibile alla compagnia, mi piace stare in mezzo alla persone a cui tengo, cerco sempre di coinvolgere gli amici o chi sta in squadra con me.Azione preferita?Sono un centrocampista a cui piace il gol con l’inserimento da dietro, è anche quella che mi riesce meglio.Curriculum in breve.Ho iniziato nel Torino Club di Gallarate, poi Soccer Boys a Turbigo. Nel 2004 mi ha preso il Como, due anni alla Pistoiese, Foligno, Verona e Cesena. Solo serie C1, quest’anno la prima B. Ho sempre giocato e dato un contributo di gol. Il cartellino è comunque del Chievo, mi hanno sempre dato
in prestito. Con loro ho ancora un altro anno, ma forse il Cesena ne riscatta la metà. Ma è presto per parlarne.Stadio Garilli di Piacenza, 4′ del secondo tempo, fermiamo l’attimo.Ero sulla traiettoria della ribattuta, ho tirato al volo da venti metri, rasoterra, gol. Si è spenta la luce per almeno trenta secondi, credo passati a correre. In serie A con un tuo gol è un sogno non comune che si realizza. A Piacenza è stato fantastico, c’erano 6000 persone da Cesena.Gallarate resta la sua città o, dopo un lustro da zingaro, tutto cambia?Rimane una delle principali opzioni per mettere su famiglia. Ci sono nato e cresciuto, gli affetti più cari e gli amici d’infanzia sono qui e d’estate ci torno sempre volentieri.Papà matto di ciclismo e lei pedalatore, conferma?In estate faccio giri nelle province di Varese e Como. E’ una passione ereditata da lui che mi porto dentro.Basso in rosa, qualche emozione?Mi piace Contador ma ho fatto il tifo per Basso, siamo quasi concittadini. Ho seguito le tappe per quanto possibile, anche alla radio: è stato un Giro avvincente e stradominato da un uomo alla ricerca di un nuovo inizio. Mi ha preso.Basso versus Contador al Tour, come va?Da italiano devo tifare per Ivan, come tipo di corridore mi è sempre piaciuto di più Contador: una bella battaglia.Samuele Giardina
f.artina
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