BUSTO ARSIZIO Delusione e tristezza i sentimenti più diffusi tra i tifosi della Pro Patria il giorno dopo il pareggio di Crema, costato alla squadra biancoblù la retrocessione in Seconda Divisione. Un fallimento sportivo che amareggia e fa soffrire i tifosi, ma soprattutto stride in modo clamoroso con i proclami e i progetti di inizio stagione. Nel giro di un anno, la tifoseria tigrotta è passata dal sogno della serie B alla dura realtà della Seconda Divisione: « L’anno scorso siamo finiti a un punto dal Cesena, che in queste ore sta festeggiando la promozione in serie A – fa notare il supertifoso Thomas
Vitagliano, gestore del “Divino” di Olgiate Olona – E’ incredibile il pensiero che tra noi e loro, ora ci siano tre categorie di differenza».Il Pro Patria club ha “commemorato” la retrocessione con un manifesto a lutto, addossando le colpe a undici giocatori. Ma tutti sono concordi su una cosa: Busto non è retrocessa, non il suo tifo, il suo orgoglio. Tant’è che ieri un tifoso si era già presentato per fare l’abbonamento, anche se non era possibile.Intanto Savino Tesoro annuncia che nei prossimi giorni parlerà, ma ha già anticipato che “non mollerò e ne avrò per tutti”.due pagine speciali oggi su La Provincia di Varese
m.lualdi
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