Varese, etilometro per legge Ma nei bar nessuno lo sa

Varese, etilometro per legge Ma nei bar nessuno lo sa

VARESE L’etilometro diventa obbligatorio per i pubblici esercizi, ma quelli di Varese non sono ancora pronti: tra chi l’ha ordinato e chi scende dalle nuvole, è altamente improbabile che riescano ad adeguarsi in tempo utile. Anche perché i margini sono pressoché nulli: il nuovo, rigoroso Codice della Strada approvato merdoledì sera in Senato entra in vigore questo fine settimana. Di positivo per chi lavora nel settore c’è che nemmeno le forze dell’ordine hanno ancora preso atto del nuovo quadro normativo e almeno per i primi tempi si preannuncia un periodo di moderata tolleranza.Oltre ad aver abbattuto a zero la soglia ultima del tasso alcolemico per i ragazzi neopatentati alla guida, quindi dai 18 ai 21 anni, il rinnovato codice all’articolo 55 stabilisce alcune norme specificamente dirette all’attività di bar, alberghi e ristoranti. C’è il divieto assoluto di somministrare alcolici o superalcolici dopo le 3 di notte, tanto per cominciare, e c’è soprattutto l’obbligo di tenere un «apparecchio precursore chimico-elettronico per la rilevazione volontaria del tasso alcolemico» per chi prosegue l’attività dopo mezzanotte. Equivale a dire, in parole povere, che l’etilometro è obbligatorio e che non sono ammesse scappatoie più “easy” come quella degli usa e getta. I gestori non hanno fatto evidentemente i salti di gioia, anche perché nessuno di loro fino a ieri mattina aveva avuto notizie in merito. «Ne abbiamo alcuni usa e getta – dice Cinzia Leone dell’Oca Ubriaca – ma non sapevamo di doverlo tenere. Sono convinta che non siano queste le soluzioni per risolvere un problema». Anche perché, secondo i barman varesini, quanto

bere e come comportarsi resta prerogativa del singolo. «Non è facile neanche capire quando un ragazzo è maggiorenne – spiega Alessandra Righetti del Bosisio – al massimo se vediamo che è proprio un ragazzino gli chiediamo di vedere i documenti prima di servire alcolici». Peggio ancora è forse riconoscere chi è un po’ “alticcio” distinguendolo magari da chi è esuberante di suo: «Se ce ne accorgiamo non gli serviamo più niente, questo è sicuro, ma il problema è proprio accorgersene». Loro peraltro sono tra i pochi, anzi, pochissimi, ad essere già muniti di etilometro nel locale. «Ne abbiamo di diversi tipi – dice mostrando quelli che tengono in casa – ma adesso non li chiede più nessuno. C’era stato il boom e poi se lo sono dimenticato». Al bar Socrate in piazza Monte Grappa invece non lo hanno, ma lo hanno ordinato prima dell’approvazione della legge e dovrebbe arrivare a breve. «Stiamo aspettando che ce lo mandino, non possiamo fare altro – commenta Franco Loiello – Troppe volte però siamo noi a finire nel mirino quando dovrebbero andare a pizzicare chi beve. Cerchiamo sempre di stare attenti, ma si dimenticano che anche che, se possiamo chiedere i documenti, il cliente può rifiutarsi di darceli».Le associazioni di categoria intanto non hanno potuto fare altro che prendere atto. «Non è questo il modo di prevenire gli incidenti – commenta Antonella Zambelli, presidente Fipe – Io continuo a insistere: la gente deve essere informata sui rischi per la guida e su come riconoscere i sintomi dello stato di ebbrezza».Francesca Manfredi

s.bartolini

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