New York, 30 lug. (Apcom) – La ripresa del settore
automobilistico americano come paradigma della crescita del
paese, meglio ancora come conferma che la strategia economica
della Casa Bianca funziona. Con questo spirito Barack Obama
oggi è a Detroit, per una visita a metà fra il giro d’onore e
il tentativo di risollevare il proprio tasso di popolarità in
vista delle elezioni di metà mandato a novembre.
Il presidente americano visiterà lo stabilimento
Hamtramck di General Motors (uno dei nove che rimarranno aperti
per fare fronte alla domanda nel consueto periodo di chiusura
estiva) e Jefferson North Assembly di Chrysler, dove è stato di
recente aggiunto un secondo turno di lavoro che consentirà di
aggiungere 1.100 posti di lavoro. Ad accogliere Obama da
Chrysler, controllata da Fiat, ci sarà l’amministratore delegato
Sergio Marchionne.
Obama prenderà i colossi automobilistici come esempio, spiegando che i miliardi di dollari di aiuti concessi e il passaggio da un’amministrazione controllata guidata dal Governo hanno dato i frutti sperati. “E’ una metafora di come l’approccio della presidenza all’economia nel suo complesso – prendere decisioni difficili, poco digeribili nel breve termine ma preziose per creare le fondamenta della futura crescita”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs.
Con un tasso di disoccupazione ancora fuori da livelli di guardia – 9,5% in giugno – Obama dovrà fare leva sul fatto che la rinascita finanziaria delle due società (Chrysler è attesa alla prova dei conti il prossimo 9 agosto e gli analisti prevedono risultati di bilancio positivi, Gm è tornata in attivo a inizio anno, trasformando le perdite per quasi 6 miliardi di dollari del 2009 in profitti per 865 milioni) ha contribuito anche a salvare migliaia di posti di lavoro.
Gli americani al riguardo sono molto scettici, – soprattutto in
Michigan, dove il tasso di disoccupazione è sopra il 10% – come
del resto mostrano i recenti sondaggi secondo cui appena un
cittadino su quattro è convinto che il 44esimo presidente stia
gestendo come si deve la difficile congiuntura economica. Obama
“è ansioso di visitare i due stabilimenti, è ansioso di parlare
della loro storia e penso sia una storia molto positiva”, ha
detto Gibbs, facendo riferimento al fatto che quando il
presidente è stato eletto chiusure di fabbriche e licenziamenti
erano all’ordine del giorno, nonostante gli aiuti già concessi
dall’amministrazione Bush.
Ars-Emc
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