Tangenziale a pedaggio Cattaneo è favorevole

VARESE Sì ai pedaggi in tangenziale, ma i soldi restino in Lombardia. E’ lapidario l’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo, nel sostenere la necessità di mettere i caselli in tangenziale per autofinanziare la costruzione di nuove strade e autostrade. «Quella di autofinanziare le infrastrutture è una scelta politica lungimirante che in Lombardia abbiamo fatto anni fa – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo -. In questo modo non dobbiamo aspettare i finanziamenti dello Stato, col rischio quindi di non costruire mai nulla e non rispondere alle esigenze dei cittadini che pagano le tasse». La Bre-Be-Mi e Tem, infatti, sono costruite in project financing, sono interamente autofinanziate e non hanno bisogno di nemmeno un euro di contributo pubblico. Lo stesso per Pedemontana, il sistema viabilistico di 157 km, fra autostrada e tangenziali, che collegherà 5 province (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese). «Nella Pedemontana l’apporto del governo è pari a un quarto – continua -. Praticamente nullo, ma questo non ha fermato la realizzazione di grandi opere, anzi. Con le risorse che verranno dai pedaggi, potremmo continuare a investire in questa direzione». Si, quindi, ai caselli anche sulla Pedemontana,

ma solo a completamento dell’opera. «Mi sembra doveroso aspettare che la realizzazione dell’opera sia completata prima di istituire il pedaggio. I primi lotti, quindi, non saranno casellati se non a completamento dell’intera tangenziale». Non verranno però istituite le classiche barriere ma portali elettronici lungo le rampe in entrata e in uscita, come quelli che regolano le corsie preferenziali nei capoluoghi lombardi. I portali riconosceranno i vecchi telepass e quelli nuovi che stanno entrando in servizio. In caso l’autovettura non fosse dotata di telepass, il sistema ne leggerà la targa e sarà possibile pagare il pedaggio via cellulare, via internet o nelle aree di servizio.«Meglio non avere infrastrutture o contribuire alla loro realizzazione nella nostra regione?». Un ragionamento che suona un po’ leghista ma d’altronde «in una situazione di profonda crisi, come quella che l’italia sta affrontando, ognuno deve tirare acqua al suo mulino. Basta buttare i nostri soldi in un calderone indistinto per aprire cantieri chissà dove. Gran parte del brodo lo facciamo noi lombardi e qui alla fine torna solo qualche scodella di minestrina – conclude-. La scelta è politica, dobbiamo dire chiaro che i pedaggi rimarranno sul territorio».Valentina Fumagalli

e.marletta

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