Tentativo di corruzione in Questura Denunciata una donna cinese

COMO Pensava forse di ottenere il permesso di soggiorno, semplicemente corrompendo una poliziotta della questura. Senza minimamente prendere in considerazione che se una pratica non può essere portata a termine, non c’è «incoraggiamento» che tenga. O almeno, questa dovrebbe essere la prassi. Ma forse altrove, anche a Varese (gli esempi non mancano, purtroppo), non è proprio così.

Lei, una donna cinese, comunque ci ha tentato, e le è andata male: perché è stata denunciata per istigazione alla corruzione. Teatro della vicenda sono proprio gli uffici di piazza Libertà: qui, tra mura che si reggono sul principio di legalità, la donna ha avuto la spudoratezza di offrire cento euro ad un’agente perché si adoperasse a rimuovere gli ostacoli che si frapponevano all’ottenimento della sua pratica.

Il fatto risale allo scorso 25 maggio, quando la signora si è presentata di mattina all’Ufficio immigrazione della questura per assistere la sorella che non parla l’italiano: deve ritirare il permesso di soggiorno elettronico richiesto tempo prima. La poliziotta che le ha accolte, ha fatto presente che a quell’ora gli uffici erano chiusi, e che comunque il permesso non poteva essere rilasciato perché alla domanda non era stata allegata la certificazione di reddito. Peraltro, l’istruttoria avrebbe dovuto essere trasferita a Roma, dove la richiedente aveva nel frattempo portato la residenza.

La donna dapprima ha invitato l’agente al bar per offrirle un caffè e, al suo rifiuto, le ha chiesto comunque di entrare nella sala d’attesa e di parlarle. L’agente, incuriosita dall’insistenza della cinese, l’ha fatta accomodare: ma quando quella si è seduta, ha tirato fuori dalla borsa due banconote da 50 euro, che con forza ha cercato di metterle in mano.

Stupore: un attimo per riprendersi, il rifiuto netto, e il riflesso della divisa: agendo nell’ambito delle proprie attribuzioni, ha accompagnato la donna negli uffici della Digos. Qui, la cinese ammetteva quanto era accaduto e veniva pertanto denunciata per istigazione alla corruzione.

f.tonghini

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