Gavirate, lungolago blindato Ordinanza anti bivacco

GAVIRATE D’accordo la pesca della carpa secondo la speciale tecnica del “fishing carp”, che prevede il non ferimento e la liberazione del pesce dopo la cattura, ma nessuna deroga è ammessa al decoro e all’igiene del territorio comunale ed in particolare del lungolago. Il comune di Gavirate ha emesso una severa ordinanza, che prevede multe da 25 fino ad un massimo di 500 euro, per coloro che occupano il suolo pubblico con tende, sacchi a pelo, roulotte o camper al di fuori delle apposite aree comunali adibite a campeggio. «Il problema è sorto – spiega il sindaco Felice Paronelli – con la presenza dei praticanti di questo tipo di pesca particolare, contro cui non abbiamo nulla, anzi; i pescatori però si accampavano per giorni sulle rive del lago, dove non ci sono né servizi igienici né aree attrezzate». Risultato sporcizia di ogni genere ovunque, deiezioni comprese, con evidenti ricadute sul decoro dell’ambiente e sull’igiene. I cittadini che abitano nella zona hanno segnalato più volte in comune una situazione diventata intollerabile. La polizia locale ha effettuato diversi sopralluoghi non solo sul lungolago gaviratese ma anche su quello delle frazioni di Voltorre, Oltrona e Groppello, dove maggiormente si sono stabiliti i pescatori, rilevando la presenza di ogni genere di immondizia nei pressi della riva del lago. La giunta ha deciso di emanare l’ordinanza antibivacco che prevede oltre

alla multa anche la rimozione e la restituzione di tende, sacchi a pelo e veicoli ai proprietari, previo rimborso al comune delle spese di rimozione e custodia. «Per motivi di decoro e igiene abbiamo vietato ogni tipo di bivacco, ovviamente estendendo l’ordinanza a tutto il territorio comunale; per fare campeggio c’è l’apposita area camper sul lungolago dotata di tutti i servizi e di ogni moderno comfort» sottolinea il sindaco. Il “fishing carp”, molto praticato soprattutto nel periodo appena precedente l’estate prevede una presenza costante per giorni interi consecutivi sulle rive del lago del pescatore, il quale deve pasturare adeguatamente la zona, anche di notte, per poter giungere alla cattura della carpa, la quale grazie ad una speciale lama non viene ferita ed anzi viene, dopo la foto di rito, immediatamente rilasciata. «Il continuo riproporsi del fenomeno di questo tipo particolare di pesca – conclude Paronelli – ci ha costretto ad intervenire per evitare il degrado ambientale del lungolago, che è uno dei fiori all’occhiello di Gavirate». Al di là della questione estetica, con l’arrivo del caldo potevano sorgere anche problemi di altro tipo. «I rifiuti maleodoranti abbandonati – conclude il primo cittadino – possono causare l’arrivo di insetti e altri animali nocivi alla salute delle persone e all’incolumità dei campeggiatori stessi; è nostro dovere salvaguardare l’ordine e impedire il degrado ambientale del nostro bel territorio».

b.melazzini

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