VARESE Un sequestro che non convince e contro il quale Nessundorma, associazione culturale che gestisce l’omonimo locale di via Merano, si appresta a combattere una battaglia legale per ottenere il dissequestro dal giudice Giuseppe Battarino, dopo che già l’incasso di sabato notte (4215 euro), è stato restituito dal pm Tiziano Masini.
Lo fa sapere il presidente Alessio Tadiello per il tramite del suo legale, l’avvocato Fabio Rizza, peraltro lui stesso testimone oculare dell’accesso delle forze di polizia sabato notte durante il concerto del rapper Babaman. «Un intervento di iniziativa della questura, e non già su preventiva disposizione dell’autorità giudiziaria» sottolinea l’avvocato, che rimarca anche il fatto che «i medesimi rilievi erano già stati contestati dalla polizia giudiziaria al legale rappresentante dell’associazione Nessundorma, senza che venissero in alcun modo interrotte le manifestazioni artistiche e culturali della stessa».
Peraltro, l’accesso della polizia amministrativa non è da mettere in relazione alle proteste dei residenti circa il disturbo della quiete pubblica durante le ore notturne. E infatti la contestazione mossa a Nessundorma riguarda la sua natura: non un club, ma un vero e proprio esercizio pubblico, e in quanto tale soggetto alla normativa in materia di autorizzazioni. «Una interpretazione unilaterale delle forze dell’ordine – dice l’avvocato – Ogni nuova
persona interessata a partecipare alle attività deve presentare una richiesta scritta, che viene poi vagliata dal comitato direttivo nel giro di pochi giorni. Nessun rilievo può per il fatto che quella sera vi fossero anche persone che potessero accedere provvisoriamente alla sede dell’associazione, in quanto avevano appena richiesto l’iscrizione». Infine una precisazione: seppure associata a Uisp (Unione italiana sport per tutti), e tramite questa all’Arci, Nessundorma è «associazione culturale».
f.tonghini
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