Aste al ribasso on line Blitz della polizia tributaria

VARESE (f. man.) Le spacciavano per aste al ribasso, ma in realtà si trattava di attività di scommesse abusive. Ieri perquisizioni anche a Varese da parte del nucleo di polizia tributaria di Milano nell’ambito dell’operazione “knocked down”, coordinata dal pm Massimiliano Carducci, che già lo scorso marzo aveva comportato il sequestro di 6 siti internet per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco che venivano esercitaate senza le necessarie autorizzazioni. Gli agenti hanno eseguito le nuove operazioni la scorsa notte, oltre che a Varese, a Milano, Brescia, Arezzo e Torino, sia nei confronti di persone fisiche che giuridiche. Oltre ai gestori del sistema, che coinvolgeva di continuo nuovi scommettitori, ieri sono stati sequestrati anche 4 siti internet che proponevano di cimentarsi con le offerte per auto, moto, cellulari, navigatori, televisori e simili, puntando sul fatto che vincere sembra facile, ma in realtà si invita ad entrare in un gioco pericoloso: rischia di mandare qualcuno sul lastrico per le cifre in qualche caso folli buttate al vento.Il principio alla base è quello dell’asta online, rigorosamente al buio, cioè senza vedere chi effettua le offerte, e

funziona come una normale asta su Ebay con la sola differenza che a vincere non è la persona che fa l’offerta più alta, ma la persona che fa l’offerta unica più bassa. Ogni offerta confermata ha un costo per l’utente che si aggira sui 2 euro, si possono fare più offerte per ogni prodotto, e il numero di puntate totale, cui corrisponde la cifra spesa per fare offerte, da tutti gli utenti messi insieme, sarà abbastanza da coprire i costi di un oggetto di valore anche piuttosto alto. Tutto il resto è il guadagno. In altre parole, si tratta di indovinare il prezzo: i meccanismi alla base ricordano molto il concetto della puntata su un certo numero sperando che quel numero esca. Secondo i finanzieri infatti si tratterebbe proprio di una sorta di lotteria, almeno stando al funzionamento delle aste, ma in tal caso sono necessarie le autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti. Oltre a ricercare la documentazione per provare il reato e calcolare il reale volume d’affari degli indagati, i militari, grazie al supporto dei reparti territoriali, hanno infine posto sotto sequestro anche quattro siti internet.

e.marletta

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