Roma, 12 ago. (Apcom) – L’aumento degli sbarchi sulle coste del Salento “è un fenomeno che desta preoccupazione, tuttavia ci sono profonde differenze rispetto alla situazione che ha interessato il Canale d’Otranto fino al 2002, e a quella che ha riguardato Lampedusa e le coste della Sicilia fino a maggio 2009”. Lo afferma in una nota il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano che oggi ha presieduto a Lecce un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Differenza che, sottoline Mantovano, sono Anzitutto quantitative perchè “oggi si è nell’ordine delle centinaia di soggetti che arrivano, in passato – su entrambi i fronti ricordati – si era nell’ordine delle decine di migliaia”.
Poi, aggiunge, anche diferenze ‘qualitative’. “Non vi è un solo clandestino che arriva oggi e che non sia intercettato, identificato, e quindi avviato – a seconda dei casi – o a un C.i.e. (Centro di identificazione e di espulsione) o a un C.a.r.a. (Centro per i richiedenti asilo), ovvero – se minore – a una struttura protetta”. Infine, di provenienza geografica: la gran parte sono afghani, o comunque partiti da Stati che teoricamente legittimano la presentazione di una domanda di asilo, o di protezione umanitaria.
“Sono in corso da tempo indagini per colpire i trafficanti di uomini, anche presenti nel territorio italiano, e gli organizzatori dei viaggi: talune hanno già avuto significativi esiti nelle ultime settimane. Poiché – afferma il sottosegretario all’Interno – le imbarcazioni in partenza provengono dalla Turchia (16 sbarchi su 27 nel 2010) e dalla Grecia (per la restante parte), sono in corso contatti fra i nostri ufficiali di collegamento, affiancati da funzionari inviati dall’Italia, e le forze di polizia greche e turche per realizzare quella stretta collaborazione che, evitando le partenze, svolga l’attività preventiva che ha ben funzionato, e continua a funzionare, con Stati come l’Albania e la Libia”.
Red/Nes
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