Roma, 12 ago. (Apcom) – La ripresa economica accelera nell’area euro: nel secondo trimestre si è assistito a un “rafforzamento” dell’attività” e “per il terzo si delinea un quadro migliore delle aspettative”. Tuttavia, nel suo ultimo bollettino mensile la Banca centrale europea mantiene un atteggiamento molto prudente sulle prospettive di ripresa dei prossimi mesi, avvertendo che dietro l’angolo ci sono possibili rallentamenti, a riflesso delle manovre di austerità
sui conti pubblici avviate dai governi dell’area e dall’alta disoccupazione. “Il Consiglio direttivo seguita ad attendersi un ritmo di crescita economica moderato e ancora discontinuo nell’area, a fronte di incertezza”. Intanto l’inflazione non crea allarmi: si manterrà “moderata” nel medio periodo e in questo quadro la Bce continua a giudicare “adeguati” gli attuali livelli dei tassi di interesse, confermati la scorsa settimana al minimo storico dell’1 per cento.
Il bollettino di oggi ricalca come di consueto le valutazioni offerte dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet una settimana fa al termine della riunione del direttorio. Allora, illustrando questa recente accelerazione dell’economia, Trichet aveva evitato le euforie avvertendo: “non cantiamo certo vittoria”. L’accelerazione potrebbe infatti riflettere fattori temporanei, mentre in prospettiva altri fattori potrebbero avere un effetto opposto. “Ci si attende che la ripresa dell’attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori – prosegue il bollettino – e dalle prospettive per il mercato del lavoro”.
Guardando al mercato del lavoro, la Bce rileva alcune indicazioni in parte incoraggianti. La disoccupazione, al 10 per cento nell’area euro a giugno per il quinto mese consecutivo, resta ai massimi dal lancio della divisa unica. Ma dopo gli incrementi del 2009 nel primo trimestre si è stabilizzata “segnando un notevole
miglioramento rispetto alle dinamiche fortemente negative registrate in precedenza”. Infine la Bce ribadisce i forti richiami ai governi “sull’urgente necessità” di impegnarsi nel risanamento dei conti pubblici, con misure “credibili” che facciano leva sulla riduzione della spesa. Inoltre i risanamenti dei conti vanno accompagnati da riforme strutturali volte a rafforzare le economie.
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