Governo/ Napolitano: Basta attacchi a Fini. Stop corsa a urne

Governo/ Napolitano: Basta attacchi a Fini. Stop corsa a urne

Roma, 13 ago. (Apcom) – Basta con gli attacchi a Gianfranco Fini che hanno un effetto destabilizzante della stessa istituzione che l’ex leader di An rappresenta e basta con il fantasma delle elezioni anticipate agitato a piacere “in modo sbrigativo e strumentale”. Dopo giorni di silenzio – nel ‘buen retiro’ di Stromboli ma sempre in contatto con Roma dove è tornato stamani – il presidente della

Repubblica Giorgio Napolitano avverte la necessità di richiamare gli attori politici a un maggiore senso di responsabilità nell’interesse del Paese. Insomma, con una ripresa economica ancora debole e traballante e grandi problemi da affrontare per la crescita del Paese, un “vuoto politico” sarebbe pericoloso e la politica deve essere più che mai funzionale alle esigenze e alle domande dell’Italia e non solo ai regolamenti di conto interni.

Napolitano rilascia un’intervista all”Unità’ mettendo un freno a chi invoca le urne subito in caso di crisi del governo. “Sarebbe bene – ragiona il presidente – che esponenti politici di qualsiasi parte non dessero indicazioni in proposito senza averne titolo e in modo sbrigativo e strumentale”. Il ccapo dello Stato prende atto del “serio conflitto politico” dentro la
maggioranza di governo, ma afferma che “le sue responsabilità entreranno in giuoco solo quando risultasse in Parlamento che la maggioranza si è dissolta e quindi si aprisse una crisi di governo”.

Napolitano difende il presidente della Camera dai continui attacchi – oggi ‘Il Giornale’ titola “Fini mente” e il portavoce della terza carica dello Stato annuncia querela contro “il delirio diffamatorio” – e intima: “E’ ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il presidente di un ramo del Parlamento e la

stessa funzione essenziale che egli è chiamato ad assolvere per la continuità dell’attività legislativa”. L’invito a compiere “uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale” fa eco anche nelle parole del presidente del Senato Renato Schifani, che dice “basta ai falchi” invocando una “mediazione” possibile e necessaria “nell’interesse generale”.

Ma Schifani boccia, come tutto il Pdl, ogni ipotesi di governo tecnico. Anche il ministro Sandro Bondi è convinto che “sia meglio il ricorso al voto piuttosto che la paralisi politica”.
Da parte loro i finiani sono compatti nel chiedere al Pdl di ascoltare il monito del Colle. In una nota congiunta Italo Bocchino, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli di Fli osservano che “poiché ad alimentare questa irresponsabile campagna sono alcuni
esponenti del Pdl e del governo oltre che il continuo delirio
calunniatorio del giornale della famiglia Berlusconi, è facile capire chi gioca allo sfascio e vuol trascinare il paese in una ulteriore avventura elettorale nel più assoluto disprezzo dell’interesse nazionale. Noi non ci stiamo e sentiamo il dovere di denunciarlo con chiarezza”.

Vep

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