Cimberio, buona la prima Scavolini sconfitta 87-78

Cimberio, buona la prima Scavolini sconfitta 87-78

VARESE Carlo Recalcati è provato ma felice: esordio-bis vincente con diverse note positive. «Non ci siamo fatti mancare niente – dice – compreso un terzo periodo deludente, nel quale abbiamo rischiato di compromettere quanto di valido avevamo fatto fin lì. Per fortuna, anzi per bravura, siamo stati capaci di riprenderci, e questo è l’aspetto migliore della faccenda: abbiamo reagito facendo le cose giuste con lucidità, costruendo e meritando il lieto fine. Adesso dobbiamo lavorare perché queste situazioni non si ripetano».In che modo? «Imparando a muovere la palla bene anche nelle fasi di difficoltà, senza diventare rinunciatari o timorosi. Diventando più cinici e freddi dalla lunetta: i tiri liberi sono un fattore pesante. Lavorando bene a rimbalzo: oggi l’abbiamo fatto, rimediando così alle non poche palle perse». Dall’altra parte c’era un grande Almond: «L’abbiamo sofferto tanto perché è un ottimo giocatore, difficile da marcare. In generale qualche volta abbiamo lasciato troppo spazio sull’arco, anche facendo la zona: la scelta di base è stare sempre accoppiati, in qualche caso ci siamo…

accoppiati male e abbiamo preso canestri evitabili. Ma sono tutte cose perfettibili».Recalcati riconosce che Slay è stato determinante: «Gli ho chiesto più di quanto aveva dentro e me l’ha dato, dimostrandosi entusiasta e positivo. Già quando è arrivato l’avevo visto molto carico: davo per scontato che avrebbe sfoderato una grande prestazione. Deve calarsi nei giochi e nei meccanismi difensivi: con Fajardo e Kangur ha fatto un po’ fatica, specie nel primo tempo. Nella ripresa si è scatenato, si è fatto sentire e ha spostato gli equilibri. Viene da mesi di inattività, è stato molto bravo a uscire subito dal rodaggio con statistiche da applausi».Charlie ha agitato lo shaker, mille rotazioni e altrettanti quintetti: «Dovete abituarvi, perché poter schierare un quintetto per ogni situazione sarà una nostra qualità. Un esempio? Guardate l’apporto di Fajardo, solo 14 minuti ma con un peso specifico notevole». Il bilancio, insomma, è positivo: «Certo, considerato che ci stiamo conoscendo e dobbiamo imparare a giocare insieme. Con pazienza e fiducia cresceremo. Il tempo gioca a nostro favore».

e.romano

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