VARESE «L’università dell’Insubria comprende le sedi di Varese e Como e ne assicura lo sviluppo paritario, armonico ed equilibrato». Così recita l’articolo 2 dello statuto dell’ateneo, emanato l’11 marzo di sette anni fa. Ma la «pari dignità» tra le due sedi non si è mai realizzata. Le differenze, anzi, aumentano sempre più. Lo sostengono apertamente alcuni docenti di Como, nella lettera che pubblichiamo in questa pagina. Il documento arriva, non per caso, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico, che si terrà oggi nel capoluogo lariano a partire dalle 15.30. E la presa di posizione dei professori è nettissima, fin dal titolo scelto per la lettera: «l’università dell’Insubria è sempre più ateneo di Varese». Un’accusa supportata da numeri e fatti. L’esempio più eclatante riguarda l’assegnazione dei cosiddetti «contributi straordinari» per il 2009, destinati all’acquisto di attrezzature, alla ricerca e ad iniziative istituzionali. Gran parte dei 300 mila euro a bilancio sono stati stanziati nella prima seduta utile del Cda, quella del 17 febbraio scorso. Si tratta di 254.500 euro che il rettore Renzo Dionigi ha proposto di attribuire (proposta poi accettata) quasi esclusivamente a docenti della sede di Varese: «Solo 15.000 euro – recita la lettera – sono andati a docenti di Como». L’intera sede comasca,
quindi, «riceve quanto il singolo progetto del professor Gianlorenzo Dionigi, figlio del rettore ed associato presso la facoltà di Medicina di Varese. E meno del singolo progetto della professoressa Storti, che è docente a Milano e non all’Insubria». Un trattamento inaccettabile, secondo gli autori del documento. E ancor più grave se si considera che i dipartimenti capaci di raccogliere «più del 70% dei finanziamenti esterni ottenuti dall’ateneo» hanno ottenuto soltanto settemila euro. «Perché una tale divaricazione tra merito e assegnazione delle risorse?». Nel mirino non c’è soltanto il rettore, ma anche il suo “vice” a Como, Giorgio Conetti, criticato per il suo appiattimento sulle posizioni di Dionigi. Lo stesso Conetti, inoltre, viene chiamato esplicitamente in causa nella vicenda relativa al progetto per una futura facoltà umanistica. Su richiesta dell’Insubria, in sostanza, il ministero ha stanziato 130 mila euro per «interventi straordinari di reclutamento del personale», come si legge nel verbale del Senato accademico del primo ottobre 2008. Peccato, dicono, che le risorse destinate a una nuova facoltà con sede a Como siano state «incredibilmente attribuite alla facoltà di Scienze di Varese». I docenti autori della lettera denunciano, infine, un possibile «svuotamento della facoltà di Giurisprudenza a Como e un suo trasferimento a Varese». Michele Sada
e.marletta
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