LA NOSTRA LETTERA
SIETE VOI!
CARTA DI COMUNIONE
PER LA MISSIONE
«La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. È noto, infatti, che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori» (2 Corinzi 3,2-3).
Scrivere la Carta di comunione per la missione
L’Arcivescovo ci ha invitato alla stesura della Carta di comunione per la missione, con lo scopo di indicare, in modo sintetico ma preciso e concreto, le scelte che il Decanato deve affrontare nei prossimi mesi per attuare le indicazioni pastorali diocesane in uno spirito di reale ed intensa comunione e con un forte slancio missionario. Abbiamo camminato insieme da Ottobre a Maggio, nei Consigli Pastorali Parrocchiali e Decanale, tra Presbiteri,
Diaconi, Consacrate, Commissioni Pastorali Decanali, Associazioni, Movimenti e Gruppi ecclesiali. Sono state coinvolte circa cinquecento persone nei diversi momenti del cammino. Questo dato è apparso il più bello e promettente! Dentro il discernimento e le indicazioni c’è l’anima di tante persone che sentono la corresponsabilità per il Vangelo e per il cammino della Chiesa a Busto Arsizio. Per questo motivo abbiamo voluto dare come titolo “LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI”!
I passi della Chiesa sulle strade dello Spirito
Siamo partiti da una Lectio Divina sulla pagina degli Atti degli Apostoli (At 16, 6-15), in cui si racconta il cammino missionario di Paolo che, alla fine di un percorso piuttosto travagliato, giunge nella città di Filippi; inoltre si racconta la nascita della comunità cristiana nella stessa città di Filippi. La Parola di Dio ci ha incoraggiato a vedere “i passi della Chiesa sulle strade dello Spirito”.
Dalla Parola di Dio abbiamo raccolto nuovamente la convinzione che il Vangelo è l’essenziale. La domanda che ha ispirato il nostro “discernimento pastorale” è stata la seguente: in che modo e in che misura quanto stiamo facendo e intendiamo fare consente al Vangelo di manifestarsi e promuove quello stile di vita evangelico che il Signore si attende?
Al cuore del Vangelo c’è la persona del “Signore”. La missione apostolica ha lo scopo di condurre ogni cuore a conoscerlo. Il Vangelo è il grande “aiuto” alla vita degli uomini e quindi il grande dono che i credenti in Cristo possono offrire agli uomini. Grazie ad esso l’umanità e la socialità possono trovare la loro espressione più vera.
Ogni singola persona ha un valore incommensurabile. Inoltre, ciò che è piccolo e povero è particolarmente amato da Dio. Dobbiamo imparare a considerare tutta l’azione pastorale come destinata ad intercettare il cuore delle persone, il loro sentire profondo, il loro decidere libero. Solo lo Spirito è capace di fare questo. La missione si fonda su quest’opera di grazia nella quale l’apostolo sa di essere un umile servitore. La potenza dello Spirito, che è potenza d’amore, viene percepita anche attraverso il comportamento dei testimoni. Lo stile di accoglienza, di rispetto, di benevolenza, di sincera umiltà appare in piena sintonia con il Vangelo della grazia.
È lo Spirito di Dio che guida la missione e ne determina le priorità, perché lui solo conosce le vere necessità e le urgenze. C’è una provvidenzialità anche nel “non riuscire a fare” o nel “non riuscire più a fare quanto si faceva prima”. È uno dei modi in cui lo Spirito fa capire che si deve fare diversamente, magari con sofferenza e fatica, ma senza frustrazione e inquietudine.
La missione domanda che si “prenda casa” in un luogo. Ciò richiede il tempo necessario per rendersi familiare l’ambiente, per lasciare che il cuore cominci ad affezionarsi. C’è una gratuità del dimorare come credenti in un territorio che non deve mai venir meno. Uno dei frutti più belli del Vangelo è la gioia di “stare insieme” nel nome del Signore unita al desiderio di condividere ciò che si possiede. Da qui la generosità verso gli altri e la finezza del compiere il bene senza farlo minimamente pesare. Tutto questo diventa testimonianza e può assumere la forma di una “regola” condivisa di vita ecclesiale.
Le scelte che abbiamo fatto
Il discernimento ci ha portato ad individuare le scelte che la nostra Chiesa deve affrontare nei prossimi mesi. Le possiamo così suddividere:
Essenziale è il vangelo:
- modalità formative di un laicato corresponsabile,
- discernimento e formazione di nuovi ministeri laicali.
Intercettare le invocazioni di aiuto:
· la comunicazione del Vangelo a tutti i giovani,
· l’incontro e la cura pastorale con gli immigrati,
· la vicinanza a chi ha il cuore ferito: separati divorziati e risposati,
· la cura degli anziani soli.
Il vangelo prende casa:
· la pastorale d’insieme e le sue articolazioni: Decanato, unità/comunità pastorali, parrocchie,
· le Associazioni e i Movimenti nella Chiesa locale,
· la comunicazione ecclesiale tradizionale e le nuove tecnologie informatiche.
La ricchezza delle riflessioni e l’articolazione delle proposte sono affidate al Consiglio Pastorale Decanale, alle Parrocchie, alle Aggregazioni e ad ogni persona che vorrà condividere un tratto del cammino. In questa “Carta di comunione per la missione” indichiamo soltanto le proposte essenziali.
Modalità formative di un laicato corresponsabile
Per crescere nella coscienza di un laicato corresponsabile e migliorare la qualità evangelica del nostro operare nelle realtà ecclesiali, verrà avviato a livello decanale un cammino formativo sul tema del volto del cristiano laico nella Chiesa. Inoltre, verranno arricchite le proposte di formazione spirituale in Decanato o nelle unità pastorali: in particolare la ripresa dei Gruppi di Ascolto della Parola, un cammino biblico esegetico, la Scuola della Parola per adulti organizzata dall’Azione Cattolica.
Discernimento e formazione di nuovi ministeri laicali
Nelle nostre Parrocchie ci sono molte persone che offrono un servizio di volontariato. Tra loro c’è chi esercita forme particolari di ministero. I ministeri della Liturgia, della Parola e della Carità, per la loro particolare responsabilità, devono essere assunti con un mandato ufficiale e pubblico, davanti alla comunità. È necessario aiutare tutta la comunità a comprendere il vero significato di questi incarichi. Il Consiglio Pastorale deve rappresentare un momento di incontro e di sintesi delle diverse ministerialità presenti e operanti in parrocchia. E’ importante che il parroco trovi periodicamente l’occasione per incontrare personalmente i “ministri” per sostenere la loro motivazione, misurare la loro disponibilità effettiva e incoraggiarne la crescita spirituale.
Il Decanato si farà carico della preparazione dei ministri attraverso specifici percorsi formativi.
Riteniamo importante che siano avviati e sostenuti alcuni ambiti di ministerialità laicale:
· i ministeri liturgici, affinché in ogni parrocchia sia costituito il “gruppo liturgico” secondo le indicazioni del Sinodo Diocesano;
· i ministeri della Parola e della Catechesi, con particolare attenzione al mondo degli adulti: i catechisti, gli animatori dei gruppi di ascolto della Parola, i catechisti battesimali, le coppie che accompagnano i giovani nel percorso di preparazione al matrimonio;
· i ministeri della carità e la vita comunitaria, richiamando continuamente l’importanza delle attività di Carità quale espressione essenziale della vita cristiana e “inventando” una sorta di ministero della fraternità o “del collegamento”, tenendo conto della necessità di fare da “ponte” tra la parrocchia e la gente che vive nel territorio. Questi ministri della fraternità possono essere individuati fra coloro che fanno da tramite tra la parrocchia e un condominio, una zona residenziale, una via …;
· la riduzione del numero dei sacerdoti e il permanere delle esigenze quotidiane connesse alla vita della comunità, suggeriscono la promozione di un servizio “della relazione” o “dell’unità” per ascoltare e filtrare i bisogni e le richieste, attivando così le risposte adeguate. L’esperienza dei “Direttivi” delle Comunità Pastorali potrebbe offrire spunti di riflessione.
Riteniamo importante avviare e formare persone ad altri incarichi “a tempo pieno”, quali il Direttore laico dell’oratorio e l’Economo.
La comunicazione del Vangelo a tutti i giovani: il Centro di pastorale giovanile
Intendiamo incentivare una attenzione al mondo giovanile che, oltre l’attuale proposta della pastorale giovanile in oratorio o nelle aggregazioni, persegua l’obiettivo di un “Centro di pastorale giovanile” attento anche ai giovani lontani dalla vita ecclesiale, secondo le indicazioni diocesane.
Il cammino appare difficile per disorientamento e la scarsa motivazione alla partecipazione. La realtà dei gruppi giovani delle parrocchie di Busto Arsizio e delle diverse Aggregazioni presenti in città, deve essere ancora motivata per poter iniziare a collaborare insieme. Tuttavia l’urgenza di pensare al futuro della nostra Chiesa spinge ad elaborare momenti strutturati e condivisi per continuare a lavorare insieme. Proprio in vista di queste considerazioni emerge la necessità di un luogo fisico che possa aiutare la riflessione comune. I progetti in fase di avvio e le positività riscontrate nelle germinali e fruttuose collaborazioni in atto, incoraggiano a proseguire la realizzazione del progetto diocesano di Centro di Pastorale giovanile a livello di Unità Pastorali e di Decanato.
L’incontro e la cura pastorale con gli immigrati
Il fenomeno dell’immigrazione sta provocando nelle nostre comunità ecclesiali reazioni discordanti e contraddittorie. Anche tra i cattolici c’è incapacità di accoglienza e si nutrono sentimenti di pregiudizio e di diffidenza. Per contro, sono proprio le comunità parrocchiali e le associazioni cattoliche a farsi carico, nella maggior parte dei casi, delle situazioni di emergenza e di bisogno in cui versano gli immigrati e le loro famiglie.
Ricordiamo l’assistenza nelle emergenze (centri di ascolto e centri di prossimità Caritas, mensa e docce per i senza fissa dimora, distribuzione alimenti e vestiario a cura della San Vincenzo, mercato dell’usato del Pime). Da tempo operano le Scuole di Italiano per stranieri.
Ci sono alcune realtà di accoglienza conosciute: Casa della Giovane per donne in difficoltà, Casa Onesimo per prima accoglienza di ex-detenuti e richiedenti asilo politico, Casa di Accoglienza per malati di suor Aloysia (parrocchia S.Cuore), Villa Lucia (San Vincenzo), Dormitorio (parrocchia S.Anna).
Nell’anno pastorale 2009-2010 sono stati attivati incontri mensili coordinati dal Responsabile Zonale della Pastorale dei Migranti, a cui partecipano immigrati di religione cristiana, operatori della Caritas, dei gruppi missionari e di altre realtà ecclesiali cittadine. Tali incontri intendono favorire l’integrazione nelle comunità cristiane degli stranieri, attraverso il confronto e il dialogo per aiutare le comunità a educarsi ad un cambio di mentalità.
Durante l’anno è stata accolta la presenza di fedeli Ortodossi per la celebrazione eucaristica domenicale presso la chiesa di San Carlo.
Proponiamo a livello decanale:
· la costituzione di una commissione decanale per la pastorale dei migranti
· la valorizzazione della giornata dei Migranti.
Proponiamo a livello parrocchiale:
· l’individuazione delle modalità per venire a conoscenza di nuovi immigrati (benedizione delle case, richiesta dei sacramenti, …),
· accompagnamento nella catechesi di quanti chiedono di ricevere i Sacramenti,
· la creazione di relazioni positive per favorire l’incontro e la reciproca conoscenza con gli immigrati, anche non cattolici,
· il coinvolgimento degli immigrati nelle attività di pastorale ordinaria anche con ruoli di responsabilità (servizio alla liturgia, catechesi, attività dell’Oratorio, incarichi a vario titolo in gruppi e consigli parrocchiali, …)
Auspichiamo che le comunità agiscano “con” loro più che “per” loro.
La vicinanza a chi ha il cuore ferito: separati, divorziati e risposati
L’aumento del problema separazioni, divorzi e nuove unioni, pur nella obiettiva diversità, chiede ora che venga previsto un particolare sostegno, soprattutto religioso-spirituale, per le coppie separate – divorziate – risposate. L’azione svolta precedentemente dalla commissione di Pastorale decanale per la famiglia, da singoli sacerdoti, da consacrati o da laici, prende ora nuovo impulso dalle iniziative della Diocesi. Le diverse parrocchie del Decanato si sentono impegnate a rivalutare le risorse che già esistono: consultorio, centri di ascolto Caritas, catechisti, educatori di oratorio, percorsi di preparazione al matrimonio. Si nota la necessità di sensibilizzare l’intera comunità affinché sappia accogliere le coppie in difficoltà, in particolare quando ci sono figli.
Proponiamo:
· la formazione di un’èquipe di persone sensibili e disponibili che col parroco, aiuti a creare una rete di solidarietà e di vicinanza,
· la valorizzazione dell’apporto di quelle famiglie che vivono serenamente la difficile realtà della separazione e si rendono disponibili a condividerla con altre famiglie,
· l’attenzione nella comunità parrocchiale a far vivere positivamente e con gioia i diversi momenti di annuncio, liturgia e carità (Battesimi, Prima Comunione, Cresima …),
· la eventuale pubblicazione sul notiziario parrocchiale di parti tratte dalla lettera del Cardinale Tettamanzi “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”,
· l’incentivazione dell’utilizzo dei servizi offerti dal Consultorio.
La cura degli anziani soli
In quasi tutte le parrocchie del Decanato sono presenti iniziative a favore degli anziani soli e gravati da precarie condizioni di salute. La fascia delle persone oggetto di attenzione però è incompleta, manca infatti una sistematica azione di monitoraggio sul territorio che permetta di rispondere almeno alle richieste più semplici. Riteniamo che occorra trovare insieme canali che possano permetterci di raggiungere tutte le persone in difficoltà.
Spesso gli anziani si sentono messi da parte all’interno delle comunità parrocchiali. Chi ha dato il proprio contributo per anni, continua ad avere il suo ruolo, ma riteniamo che possano esserci numerose risorse preziose che non vengono utilizzate perché mancano canali per avvicinare gli anziani attivi, coinvolgendoli nella vita parrocchiale.
Per questo proponiamo le seguenti attenzioni:
· potenziare i gruppi della terza età nelle singole parrocchie, perché diventino luogo privilegiato di evangelizzazione e socializzazione ma anche di supporto e collaborazione tra anziani con abilità diverse,
· favorire la creazione di un vicinato solidale che si informi sulle condizioni di salute dell’anziano, lo si aiuti nelle piccole spese, ecc,
· potenziare la presenza dei ministri straordinari dell’Eucarestia,
· creare gruppi di supporto per problematiche più delicate e impegnative,
· informare circa le iniziative del Comune a favore degli anziani.
La pastorale d’insieme e le sue articolazioni
Consapevoli della necessità di continuare nel cammino verso una pastorale d’insieme abbiamo valutato le attuali potenzialità e le criticità dei vari livelli della pastorale unitaria. Pertanto proponiamo per una collaborazione più proficua le seguenti attenzioni:
Per quanto riguarda il Decanato:
· valorizzare le funzioni formative, che vanno affrontate insieme nella città,
· non limitarsi ad un’opera pur necessaria di raccordo informativo, ma divenire luogo di progettualità comune.
Per quanto riguarda le unità-comunità pastorali:
· valorizzare l’esperienza positiva già in atto per la pastorale giovanile,
· incoraggiare uno stile di pastorale comunitaria a partire dai sacerdoti, stile che possa proporsi come un modello da seguire anche da parte dei laici.
Per quanto riguarda le parrocchie:
· valorizzarle come luogo privilegiato di relazioni umane primarie,
· tenere saldi i legami con il territorio,
· “tener d’occhio” le situazioni di povertà e di bisogno,
· monitorare le situazioni più fragili in quanto necessitano maggiormente di un rapporto di prossimità.
Le Associazioni e i Movimenti nella Chiesa locale
La diversità delle aggregazioni laicali presenti nella nostra città arricchisce la vita della Chiesa locale, e rende necessaria un’azione convergente e unitaria delle aggregazioni stesse, perché si mettano sempre più al servizio della comunità. In questa prospettiva va valorizzata e riproposta nel nostro Decanato l’Azione Cattolica scelta dalla Diocesi come scuola di formazione per laici corresponsabili.
È opportuno valorizzare la presenza di quelle associazioni e movimenti ecclesiali che possono offrire cammini di fede capaci di letture significative della vita, che siano presenze importanti negli ambienti di vita e aiutino a vivere la missionarietà.
Riteniamo che sia importante:
· che ciascuna aggregazione coltivi una formazione al senso della Chiesa e al servizio,
· che ci sia disponibilità da parte dei sacerdoti a conoscere, valorizzare, promuovere tutti i vari momenti spirituali e culturali già esistenti.
Per valorizzare i carismi di ciascuna associazione o movimento come cammino comune verso la santità e per il bene della comunità locale, proponiamo di:
· continuare a ritrovarsi alcune volte durante l’anno per raccontarsi e per vedere cosa si sta facendo nello spirito del servizio,
· un coordinamento di tutte le associazioni o movimenti, per trasmettere le informazioni necessarie, evitando così sovrapposizioni di proposte,
· una presenza nel consiglio pastorale decanale di un rappresentante di ogni associazione o movimento.
Invitiamo a continuare il cammino valorizzando alcune proposte presenti in città come la Scuola della Parola mensile, i ritiri spirituali in Avvento e Quaresima organizzati insieme dall’ Azione Cattolica, dai gruppi missionari e dalla Caritas.
La comunicazione ecclesiale tradizionale e le nuove tecnologie informatiche
Tutta la ricchezza delle vita ecclesiale di Busto Arsizio non è facilmente comunicabile. Per questo motivo viene formulata la proposta della creazione di un portale-sito internet del Decanato.
Tra i temi e i contenuti che potrebbero entrare nel portale sono stati individuati:
· area istituzionale (com’è organizzata la chiesa di Busto, Unità e Comunità pastorali, ecc),
· pastorale giovanile (oratori, ecc),
· liturgia (orari messe, celebrazioni …) e sacramenti,
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