New York, 16 ago. (Ap) – “Sarebbe un giorno triste per l’America” se dovesse essere bloccato il piano per la costruzione di della moschea vicino a Ground Zero. Ne è convinto il sindaco di New York Michael Bloomberg, uno dei pochi rappresentanti dell’amministrazione che si sono dichiarati favorevoli alla costruzione del centro islamico e della moschea a due isolati dal sito degli attacchi del 11 settembre 2001.
Venerdì, anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si era espresso a favore del diritto degli imprenditori edili di costruire la moschea. Le parole del presidente, come lui stesso ha tenuto a specificare il giorno seguente, non si riferivano direttamente alla moschea vicino Ground Zero quanto piuttosto al diritto dei musulmani di professare la propria religione come qualsiasi altro credente.
La polemica si è infiammata negli ultimi mesi, da quando si è cominciato a ipotizzare la costruzione della moschea. Se qualcuno grida allo scandalo e si indigna per la mancanza di sensibilità verso i parenti delle vittime degli attentati, quasi che la costruzione fosse un’aperta provocazione, altri sostengono che la moschea
dovrebbe essere parte di un centro islamico gestito da un gruppo chiamato Cordoba, che intende dare uno spazio agli islamici moderati. Il modello di riferimento per il centro, dicono, sono gli Ymca, gli ostelli e centri ricreativi tanto popolari negli Stati Uniti il cui nome esteso è Young Men’s Christian Association.
Zap-Emc
© riproduzione riservata












