VARESE «La politica è nel caos». E Umberto Bossi, inaugurando la nuova sezione del Carroccio di Mercallo nella tripla veste di ministro, leader della Lega e “varesino”, conferma scetticismo per le alleanze di governo con l’assetto attuale benedicendo nel frattempo gli ultimi progetti dell’amministrazione guidata da Attilio Fontana per Varese. Ma non basta, per riconfermare in battuta il sindaco uscente: «Voglio sentire prima i suoi progetti».«Diciamo che la gente avverte come un caos nella politica. E in effetti un caos nella politica c’è», ha ammesso il Senatur parlando della situazione nazionale barcollante che si trascina ormai da qualche mese. «Ognuno ha la sua soluzione. Calderoli dice che vuole fare l’accordo tra me, Berlusconi e Fini, ma io sono scettico e non ho poteri taumaturgici per risolvere tutti i problemi, che a volte sono anche problemi personali, e come fai a risolverli?». Il banco di prova dell’assetto trovato sarà il voto in parlamento, e Bossi lo dice fuori dai denti, che «se qualche volta una legge non passa allora sappiamo che si va a votare», anche se il tema del voto per il Senatur è un po’ come un «campo minato» in questa fase. Tanto da far temere una sinistra schierata a favore della riforma della giustizia pur di evitare il ritorno alle urne. «La gente come i parlamentari e soprattutto la sinistra hanno paura di andare al voto e quindi assisteremo a una sinistra che dà il voto a Berlusconi». E forse anche alla luce di una situazione in divenire a livello nazionale, il Capo non ha ancora messo la testa nelle amministrative di Varese. Ma promette di
farlo questa sera, alla riunione del consiglio federale in Bellerio, dove peraltro chiederà spiegazioni a Maroni sull’ipotesi della corsa in solitario ventilata ai militanti varesini. Che di fatto è diventata di dominio pubblico senza che tutt’ora sia stata né stroncata né smentita. «L’ha detto Maroni, bisogna chiederlo a lui», taglia corto il leader del Carroccio: «Domani c’è il consiglio federale e Maroni è là, glielo chiederò». Sul nome del candidato sindaco allo stesso modo non si sbilancia, pur esprimendo approvazione piena per le opere che si avviano adesso a diventare realtà pur essendo attese nella città giardino da prima che la Lega Lombarda vedesse la luce. Gasparotto-Borri e teatro stabile, per dirne due che se andranno avanti cambieranno la città. «Domani parleremo anche di quello. Io sono amico di Fontana e mi pare sia stato un buon sindaco. Adesso vorrei sentire che progetti ha per il futuro e per la prossima legislatura perché la politica va avanti sui progetti e sulle idee, e se si presenta deve averne». Una cosa però è chiara da subito: «Le idee le deve portare chi lavora in Comune e non io», precisa Bossi, «se no finiamo come con i Savoia, quando era nominato per regio decreto anche il sindaco. In Lega ognuno deve avere le sue idee e poi deve avere il coraggio di portarle avanti». Qualche problema invece sembra ventilato all’interno per quanto riguarda la segreteria provinciale in scadenza l’anno prossimo, per la quale Maroni ha messo al sicuro Stefano Candiani. «Ci sono scadenze naturali che bisogna rispettare per le elezioni dei segretari. Mi sembra difficile che si possano evitare».Francesca Manfredi
s.bartolini
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