Busto, arrivano le rotatorie Viale della Gloria si divide

Busto, arrivano le rotatorie Viale della Gloria si divide

BUSTO ARSIZIO Rotatorie o semafori sul viale della Gloria? Automobilisti e pedoni si dividono, ma anche la politica non è da meno. L’alternativa è tra il viale che conosciamo oggi e quello che viene disegnato nel piano urbano del traffico, che domani sera va in approvazione in consiglio comunale.Dove oggi ci sono i semafori, domani avremo delle grandi rotatorie, in particolare agli incroci tra il viale più famoso di Busto e le vie XX Settembre, Mameli e Borri. Un dilemma su cui è facile spaccarsi in due. I tecnici del piano del traffico, ad esempio, lo hanno scritto a chiare lettere nella loro relazione, che «le rotatorie fanno diminuire l’incidentalità agli incroci», e ieri sera in commissione a palazzo Gilardoni lo ha ribadito l’assessore alla Viabilità Luciano Lista, ricordando come i rondò progettati «renderanno più fluido il traffico e più sicuri gli incroci», mentre per pedoni e i ciclisti sono previsti accorgimenti ad hoc, come ad esempio gli spartitraffico a metà carreggiata nei passaggi pedonali delle rotatorie che verranno.Pollice verso alle novità da Luciana Ruffinelli, consigliere della Lega Nord: «Siamo per una città sicura e non per una città veloce. E’ un falso successo fluidificare il traffico, soprattutto in centro dove si dovrebbe proprio favorire la mobilità dolce e il rallentamento della corsa delle automobili invece che spaccare la città in due con un viale di scorrimento veloce».Ma i bustesi che quel

viale lo percorrono tutti i giorni cosa ne pensano? Anche loro si dividono nettamente, quasi per categorie: gli automobilisti sono in gran parte favorevoli, i pedoni e i ciclisti in gran parte contrari. I primi malsopportano i semafori e sognano «rotatorie ammazza-code», i secondi temono che il viale si trasformi in una «pista» e invocano i semafori come baluardo contro la prepotenza delle auto. «Come farò ad attraversare la strada senza il semaforo, con le macchine che andranno a tutta birra?» si chiede un’anziana signora, Rosa M., dopo aver attraversato il viale all’altezza di via Mameli. Allo stesso semaforo uno spazientito Guglielmo Accardi la vede in modo opposto: «Nelle ore di punta qui e in largo Giardino si formano code assurde. La rotatoria renderebbe il flusso più regolare e meno stressante per noi che guidiamo». Il botta e risposta continua. Nicola Bossi, giovane e a piedi, difende i semafori: «In centro città ci stanno, basta regolarli in modo intelligente. Le rotatorie sulle vie molto trafficate sono sempre soggette ad ingorghi». Elisa Zoia, su una Smart, promuove i rondò: «Anche di notte costringono a rallentare».Altri hanno le idee meno nette e comprendono un po’ entrambe le posizioni, ma la soluzione ce l’ha Egidio R., ciclista: «Le rotonde? Mi sta bene, basta che poi facciano anche dei semafori a chiamata per noi che andiamo piano». La risposta la darà (forse) il consiglio comunale.Andrea Aliverti

f.artina

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