VARESE L’ultimo atto dello scontro sui rincari di mense e servizi scolastici del Comune è avvenuto lunedì sera, durante il consiglio. Il provvedimento, che a Varese, ha sollevato nubi di tempesta contro l’amministrazione, è passato al vaglio dei rappresentanti dei cittadini, che hanno approvato (maggioranza contro opposizione) le modifiche. La minoranza, peraltro, ha anche messo ai voti una richiesta di sospensiva del documento e dello stesso bilancio. Richiesta puntualmente bocciata dal centrodestra.La rivoluzione delle tariffe prevede un innalzamento dei costi per gli utenti. E, soprattutto, elimina la possibilità, per i redditi meno abbienti, di usufruire del servizio gratuitamente. Questo il pomo della discordia, che però è stato superato, grazie alla compattezza della maggioranza. «Chi prima rientrava nella fascia gratuita – spiega l’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini (Fi) – potrà ora rivolgersi ai servizi sociali. Che garantiranno sostegno, con controlli adeguati rispetto a chi falsificava. Prima, infatti, noi dovevamo accettare le autocertificazioni senza poter controllare».La maggioranza ha infatti sollevato dubbi sulle autocertificazioni presentate da chi rientrava nella fascia di esenzione: molti dei quali sembravano incompatibili con il tenore di vita di alcune famiglie. In più, il centrodestra tasserà i redditi più ricchi, con la creazione di una fascia in più, oltre i 30.000 euro di reddito Isee, mentre prima questi erano equiparati alla fascia inferiore. Fino a 4.000 euro di reddito
Isee all’anno si pagheranno 25 euro, mentre prima era gratuito. Dai 4.000 agli 8.000 si pagherà 35 anziché 30, dagli 8.000 ai 20.000 46 anziché 45. Una diminuzione di un euro per una fascia di reddito già elevata. L’ultima fascia esistente, quella dei 20mila euro, viene divisa in due: fino a 30mila euro si pagheranno solo 58 euro anziché 60, mentre 70 sarà la quota per chi supera i 30mila. Il servizio mensa, invece, sarà unificato a 4,30 euro, salvo per l’ultima fascia, dove sarà di 4,70. costi comunque contenuti, se si tiene conto che il Comune per ogni pasto paga 5,10 euro. Duro l’ostruzionismo portato avanti dall’opposizione, primo fra tutti il capogruppo de “La sinistra” Angelo Zappoli, autore anche della provocatoria proposta di riduzione del gettone dei consiglieri per impedire gli aumenti. La posizione dell’amministrazione è comunque quella dei rincari necessari. «Abbiamo un tetto massimo di spesa per questi servizi – replica l’assessore – gli aumenti sono contenuti, il minimo indispensabile per essere nei limiti di legge. Continueremo a finanziare i servizi in gran parte». Dopo le tariffe dei servizi scolastici, i consiglieri hanno iniziato ad affrontare la maratona del bilancio. Tra gli emendamenti, quello di Forza Italia, sull’introduzione di un bonus bebè anche per i figli adottati, e quello di An (10mila euro per la statua del garibaldino).Marco Tavazzi
s.bartolini
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