VARESE (f.man.) E’ ufficiale, a Varese è aperta la caccia al gambero. Se ne sono accorti di certo i pescatori professionisti e quelli che hanno un terreno in riva al lago, soprattutto se vicino alla foce di un corso d’acqua: complice l’eco mediatico degli ultimi giorni, si sono trovati frotte di persone che dichiaratamente o con una certa nonchalance stavano andando in cerca di gamberi. «Abbiamo visto qualcuno – racconta Pietro Ceccuzzi, che è un ricercatore dell’Insubria ma che è soprattutto un appassionato di lago e ci va
quasi ogni sera – è arrivato addirittura con la carriola sulla foce del Tinella». “Ripulite“, si fa per dire, anche la zona del Volo a Vela, così come Capolago. Ma come si dà la caccia al gustoso crostaceo? Scortati dai più rodati del settore abbiamo fatto una prova sul campo. Prima di tutto l’orario serale è il migliore per farne incetta. I gamberi tendono ad avvicinarsi alla riva e ad uscire, poi, quando fuori è buio, iniziano a risalire qualche tratto dei rigagnoli che si gettano nel lago.
Come si diceva già nei giorni scorsi, indispensabili sono stivali di gomma, secchio e una torcia elettrica, meglio se potente. Il consiglio però è di usare qualche accorgimento aggiuntivo. Gli stivali ad esempio devono essere alti, il più possibile, e senza aperture (in commercio se ne trovano anche con i lacci davanti); da evitare assolutamente poi le magliette a maniche lunghe, a meno di restare nell’acqua bassissima: niente di grave, ma se ne uscirà bagnati fradici. Per quanto riguarda il secchio, meglio qualcosa di leggero: quelli che aveva in mano la gente erano spesso molto grandi e fatti di ferro o latta, non troppo comodi considerando che si riesce a prendere un gambero per volta, due al massimo, e quindi il secchio va tenuto a portata di mano. Per la prova ad esempio abbiamo utilizzato il contenitore dell’umido che si è rivelato un perfetto alleato.
Passando alla tecnica, attenzione prima di tutto a come si entra in acqua se il fondo è sabbioso: una volta smosso sarà impossibile avvistare e acchiappare i gamberi. Meglio puntarli con la pila (tendono a restare fermi), infilare le mani in acqua e avvicinarsi piano piano dal dietro. A quel punto, quando il gambero si trova a pochi centimetri dalle dita, si afferra per la schiena con un colpo
secco per evitare che scappi, e attenzione perché sono velocissimi una volta che si mettono in moto. Va preso esattamente nella zona del “collo”, appena dietro alle chele, ed è fondamentale per evitare dolorose pinzate anche se acchiappato in questo è quasi impossibile che riesca a colpire. Una volta nel secchio non potranno più scappare, quindi non resta che portarseli a casa e aggiungere qualche dito di acqua fresca fino
al fatidico momento della cottura. Ebbene sì, farà impressione, ma anche al gambero rosso tocca la classica fine dell’aragosta: vanno sciacquati e buttati in acqua bollente.
e.marletta
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