Roma, 10 giu. (Apcom) – Il governo blinda il ddl intercettazioni ponendo al Senato la questione di fiducia; il voto avrà luogo oggi. Una decisione che ha fatto esplodere la protesta dell’opposizione: su tutti l’Italia dei Valori che, sventolando il tricolore, ha occupato l’Aula di Palazzo Madama “a oltranza”: “E’ la nostra resistenza al dittatore Berlusconi”, motiva Antonio Di Pietro.
Il Pd invece attacca l’esecutivo definendo la decisione della fiducia “illegittima”. Secondo la capogruppo Anna Finocchiaro ci sono tutti gli estremi per motivare ricorsi alla Corte Costituzionale perché alcune parti del testo sono “irragionevoli”. E il clima infuocato di Palazzo Madama desta qualche preoccupazione nel leader della Lega, Umberto Bossi, che teme venga compromesso il confronto con l’opposizione sulle riforme.
La giornata era iniziata in commissione Giustizia con l’esame dei nuovi emendamenti presentati dalla maggioranza ma l’opposizione ha annunciato subito “ostruzionismo totale” su un ddl che giudica “inaccettabile”. Il testo dunque è tornato in Aula alle 15 senza l’ok della Commissione: “L’ostruzionismo messo in atto dall’opposizione – denuncia il sottosegrario alla Giustizia Giacomo Caliendo – a questo punto legittima il ricorso al voto di fiducia”. Il Ministro della Giustizia Alfano ha definito “strumentali” le polemiche dei democratici che vogliono “mascherare con pretesti procedurali il palese disinteresse verso il diritto costituzionale alla riservatezza e alla privacy di quei milioni di cittadini non tutelati da nessuna lobby”.
Il ricorso alla fiducia in Senato sul ddl intercettazioni “era quasi inevitabile” ma “spero non crei problemi” nel confronto con le opposizioni sulle riforme ha detto da parte sua il leader della Lega Umberto Bossi. Il ministro per le Riforme commentando le parole di Berlusconi sulla riforma dell’architettura istituzionale, ha detto “certo che la Costituzione è vecchia: stiamo cercando di cambiarla proprio per quella”.
LucAquTor
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