L’orgoglio africano al Soccer City per inaugurazione dei Mondiali

L’orgoglio africano al Soccer City per inaugurazione dei Mondiali


Roma, 11 giu. (Apcom)
– Colori, musica, balli, tradizione. Trenta minuti a ritmo sfrenato, al Soccer City di Johannesburg, Sudafrica, per la cerimonia d’apertura dei Mondiali di calcio. Niente effetti speciali, ma una cerimonia orgogliosamente africana: semplice, vivace, emozionante, simbolica.

“It’s Africa’s time to shine”, è il momento per l’Africa di brillare, è il canto liberatorio che apre la cerimonia, durante la quale si susseguono balli tradizionali e le voci che hanno fatto conoscere l’Africa nel mondo, l’algerino Khaled con il suo pop rai e il nigeriano Femi Kuti, figlio di Fela Kuti, il creatore dell’afrobeat.

Durante l’omaggio a Miriam Makeba, “Mama Afrika”, la cantante sudafricana scomparsa nel 2008, compare la foto di Nelson Mandela, sull’enorme videowall nella curva dello stadio. Ed è in questo momento che il suono delle “vuvuzela”, le trombe che accompagneranno il tifo negli stadi, si fa più intenso, a coprire la musica. Un segno di riconoscenza e affetto per

l’ex presidente, assente alla cerimonia, dopo la morte in un incidente stradale, nella notte, della bisnipote Zenani, di 13 anni. Ora i figuranti compongono un grande “disegno” dell’Africa con tessuti colorati. Prima, aveva fatto il suo ingresso in campo un enorme scarabeo, animale simbolo del continente, per far rotolare lo Jabulani, il pallone creato per i primi Mondiali africani.

L’ex arcivescovo Desmond Tutu balla sorridente mentre TKZee e Hip Hop Pantsula cantano “Shibobo”; nessuno in tribuna, dove più volte viene inquadrata Naomi Campbell, rimane insensibile alla cerimonia. Poi, in campo, c’è spazio per “la pentola”, come viene anche soprannominato il “Soccer City”, il nuovo stadio capace di accogliere 94.700 spettatori, costruito tra le vecchie miniere d’oro, in una zona situata tra il centro e la township di Soweto. Perché la pentola è simbolo di nutrizione, aggregazione, melting pot. Perché è il simbolo dell’Africa intera.

Gli emblemi delle 6 nazioni africane partecipanti (Sudafrica, Camerun, Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio e Algeria) formano un baobab, l’albero della vita. Poi le bandiere delle 32 nazioni in campo, riprodotte su tasselli rigidi mossi dalle comparse, scandiscono ritmicamente un “conto alla rovescia”. Benvenuti a casa, è lo slogan dei Mondiali. Ora, si cominci a giocare.

Pca

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