Gallarate, presa banda di narcos con 11 chili di coca

GALLARATE La cocaina arrivava dall’Olanda con frequenza mensile: non meno di dieci chili per volta, un milione di euro sul mercato al dettaglio. E, a dispetto della vicinanza di Malpensa, o forse proprio per questo – al fine di evitare i sempre più stringenti controlli all’aeroporto – la merce veniva fatta viaggiare su gomma: se ne incaricavano corrieri che erano solo l’ultimo e meno

consapevole ingranaggio di un’organizzazione ben collaudata di albanesi apparentemente rispettabili, che si occupava di importare la polvere bianca da Amsterdam, di tagliarla e di rivenderla, in tagli medi – da qualche etto ad un chilo – ad altre bande che a loro volta la immettevano sul mercato dei consumatori nell’Alto Varesotto, ma anche nel Milanese, nel Bresciano, nelle province di Piacenza, Modena e Lucca.

L’organizzazione operava del tutto indisturbata in un anonimo e «per bene» condominio alla Moriggia, in via Monteleone 68, senza mai dare nell’occhio, senza destare sospetti nei vicini, più infastiditi semmai dall’andirivieni da un appartamento dove si è scoperto che esercitava una prostituta cinese.

Il megatraffico internazionale è stato scoperto dal commissariato di Gallarate, grazie «alla conoscenza del territorio e ad un lavoro certosino di raccolta di informazioni», per dirla con il procuratore Francesco Dettori, e grazie soprattutto anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno permesso di alzare il tiro, e di capire quale fosse il canale di approvvigionamento. Coordinata dal pm Roberto Pirro e diretta dal commissario Franco Novati, l’operazione ha permesso di arrestare in flagranza due persone e di sottoporre a fermo di polizia giudiziaria altre cinque, in attesa della convalida da parte del gip. Tra questi ultimi anche il capo riconosciuto dell’organizzazione criminale, Bledar Debrova, 34 anni, discretissimo nel suo mestiere di narcotrafficante, abile nel camuffarsi come straniero perfettamente integrato nella realtà gallaratese, con un unico,

venale vizietto: quello delle scommesse sportive, a colpi però di 10mila euro per volta. Del resto, i soldi non gli mancavano. Accorto nel pianificare le trasferte ad Amsterdam alternando i mezzi di trasporto (aereo, treno, auto), gli aeroporti (Linate, Orio, Bruxelles), mai in compagnia, ricongiungendosi ai suoi collaboratori una volta a destinazione. Peraltro gli stessi si muovevano solo per prendere accordi, visionare la roba, e pagare: la merce viaggiava attraverso corrieri che la consegnavano al destinazione, in via Monteleone 68, appartamento in uso a due membri dell’organizzazione, senza risultare residenti (tutti vivono tra Gallarate, Sesto Calende e Somma Lombardo). È qui che gli agenti del commissariato di Gallarate hanno fatto irruzione, sequestrando ben 11 chili di cocaina, pronta per essere tagliata e rivenduta ad altri spacciatori.

Franco Tonghini

f.tonghini

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