VARESE Il 13 settembre suonerà la campanella per 34.387 studenti delle scuole superiori statali della provincia di Varese. Ma i “tagli”, secondo la Uil, faranno saltare 800 insegnanti. Ridurre il personale docente significa aumentare il numero di studenti per classe. Nello specifico, nelle scuole superiori alcune classi saranno composte da oltre 30 ragazzi. E questo nonostante un decreto ministeriale stabilisca un massimo di 28 studenti per classe, 20 quando uno di essi è disabile.«Una situazione che andrà a discapito dell’offerta formativa – dice Giovanni Infortuna, segretario provinciale della Uil scuola – In pratica: prima si costituiscono le sezioni. Poi gli alunni in esubero vengono distribuiti nelle aule già piene, quando invece sarebbe opportuno creare nuove classi. Una situazione rischiosa anche dal punto di vista della sicurezza perché le aule non sono fatte per un tale numero di studenti. Con 30 studenti sui banchi sarà difficile rispettare la normativa vigente, che nella scuola superiore prevede uno spazio di 1,96 metri quadri per ogni ragazzo». Al Manzoni, il liceo delle scienze umane, la sezione A con sperimentazione musicale avrà 32 studenti. Le altre prime saranno tutte composte da 29
studenti, ad eccezione di una di 24 dove c’è uno studente disabile.Simile la situazione al liceo scientifico Galileo Ferraris dove, conferma il preside Micalizzi, alcune classi saranno di 30 studenti. Il successo riscosso dal liceo delle scienze applicate, informalmente ribattezzato “scientifico senza latino”, ha invece consentito di costituire tre sezioni composte da 25 o 26 studenti. Le percentuali delle iscrizioni confermano una crescita del 5,6% sui licei, una crescita del 2,55% sui tecnici e un crollo sui professionali dell’8,14%. Quindi, ad avere classi numerose, saranno soprattutto i licei. «Bisogna investire molto nell’attività di orientamento per evitare che sui banchi arrivino studenti poco motivati al percorso di studio che gli si prospetta – suggerisce Luisa Oprandi, vicepreside del liceo Manzoni – Lo studente che intende affrontare uno studio liceale deve sentirsi portato per le materie umanistiche e l’elaborazione dei testi. Inoltre deve essere consapevole che, dopo il diploma, l’impegno deve proseguire per almeno altri tre anni all’università». Non sono solo i docenti ad essere stati “sacrificati” dalla riforma. In totale sono saltati posti di lavoro per circa 100 bidelli, 30 assistenti amministrativi e 20 tecnici di laboratorio. Adriana Morlacchi
s.bartolini
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