Case, le vendite rallentanoMa il centro rimane "trendy"

VARESE La contrazione del mercato è reale e si fa sentire con tempi di vendita più lunghi e prezzi in discesa, ma il mercato delle case non è fermo e gli immobili di pregio trovano comunque collocazione. Si fa più fatica a vendere nelle zone meno attrattive e gli immobili costruiti senza i requisiti di risparmio energetico. É l’analisi dei mediatori immobiliari, in un momento difficile per il settore in provincia di Varese «in cui però – dicono – si trovano le vere occasioni e sarebbe il momento di comprare. Affidandosi a professionisti qualificati».

«I dati dell’Agenzia del territorio fotografano un -14% nelle transazioni da gennaio a settembre, la contrazione c’è ma sarebbe sbagliato parlare di crisi – dice Bernardo Bianchessi – perché il mercato non è fermo, è soprattutto di controfferta, con un allungamento dei tempi e maggior selezione degli operatori. I prezzi ne hanno risentito con cali dell’8-10% e si inizia a parlare di trattative al ribasso, più accettate anche dai venditori che impiegano tempo a trovare gli acquirenti. Ma è soprattutto un momento di “stasi”, peraltro atteso, con dati comunque significativi se confrontati con i livelli di 15 anni fa. Con lo sgonfiamento di alcuni valori “pompati”, inoltre, si trovano veri e propri affari. Ma è importante cercare operatori che conoscano il mestiere e siano in grado di consigliare nel modo giusto: sono finiti i tempi in cui chiunque può vendere, perché sia i venditori che gli acquirenti sono più esigenti».
Più che di difficoltà del mercato immobiliare in sé, parla di ostacoli nella concessione dei mutui Santino Taverna segretario di Fimaa Varese e Lombardia: «La situazione attuale vede più difficoltà nell’accesso al credito per l’acquisto di casa, ma in provincia di Varese non c’è stato alcun crollo dei prezzi. Nei centri appetibili, come le zone di pregio delle città o in quelle panoramiche le vendite sono stabili se gli immobili sono stati edificati con attenzione al risparmio energetico. Nei piccoli paesi, specie dove invece si è costruito in aree poco servite e senza gli standard richiesti dal mercato, allora si fa fatica a vendere e i prezzi sono scesi tra il 5 e il 10%». Il momento non lascia prevedere miglioramenti a breve: «Si prevedono sei mesi stabili – prosegue – e una ripresa nella seconda parte dell’anno. Per cultura, il mattone continuerà ad essere considerato un investimento sicuro, anche perché la perdita di valore di qualche punto non è paragonabile a investimenti in borsa che hanno lasciato sul campo il 40-50%».

Il presidente della Fiaip Varese Claudio Piccoli auspica in questo momento maggior sinergia tra tutte le figure del settore immobiliare: «È sempre più necessario scambiarsi idee e valutazioni, ad esempio che i geometri incaricati delle perizie si consultino con gli operatori sul territorio per evitare di parlare linguaggi diversi. Oggi il mercato presenta difficoltà sostanziali, ma non è fermo. Piuttosto, viene premiato il costruttore

che ha puntato sulla qualità e le zone giuste, come anche gli operatori che hanno sempre lavorato con professionalità, mentre è penalizzata l’approssimazione. C’è una tenuta, nonostante la flessione delle compravendite e dei prezzi, per cui però i mesi decisivi sono i prossimi. Certamente in questo momento vendere casa è più difficile e dobbiamo essere bravi noi mediatori a trovare le soluzioni giuste». Piero Orlando

s.bartolini

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