Nella morsa del traffico"Ora allarghiamo le strade"

Nella morsa del traffico"Ora allarghiamo le strade"

VARESE Bisogna allargare i viali di accesso, per realizzare nuove corsie preferenziali per gli autobus e allargare le aree senz’auto in centro città. Sono alcuni obiettivi prioritari del piano urbano del traffico annunciati dall’assessore ai progetti per la mobilità Fabio Binelli, per risolvere i problemi del trasporto urbano di Varese. Una città in cui ci sono troppi veicoli in poco spazio, c’è una buona rete di trasporto pubblico ma poco puntuale, ci sono poche aree pedonali, pochissime zone a traffico limitato, non molte zone di sosta a pagamento.

È la fotografia di Varese nei dati Istat sul trasporto urbano, che confermano una realtà che i varesini conoscono bene: in città le auto sono troppe. Per la precisione, nel 2007 si contano 642,2 vetture ogni 1000 abitanti, in lieve calo rispetto all’anno precedente (643,8). Per fortuna, sempre meno inquinanti: le euro 4 in un anno sono cresciute in un anno dell’8% e nel 2007 (ma rappresentano il 28,8% del totale), le euro 0, 1 e 2 scese del 7% (ma sono ancora il 45,6%). Sono pochi i motocicli: in media solo 98 ogni 1000 abitanti (la media italiana è di 120). Invece la loro diffusione sarebbe molto importante per ridurre il traffico e ridare “spazio” in una città con una delle densità di veicoli più alte d’Italia: 1250 veicoli ogni chilometro quadrato di superficie comunale, quasi il doppio della media italiana (727).

A Varese sono poche le zone a traffico limitato, appena 0,2 km2 ogni chilometro quadrato (la media nazionale è più che doppia). Poche aree pedonali, solo 21,1 m2 ogni 100 abitanti (la media italiana è di 32,4). Gli stalli di sosta a pagamento sulle strade, 17,7 ogni 1000 vetture ricolanti, poi sono quasi un terzo della media italiana di 49,2. Non è bassa, invece, la densità di piste ciclabili (17,3 km ogni km2), ma rispetto a realtà come Padova e Brescia (114 e 107 km) siamo lontano anni luce. «Per ridurre il numero delle auto circolanti, l’amministrazione non può certo impedirne l’acquisto, ma può rendere meno conveniente l’utilizzo e più competitive le alternative – afferma Binelli – Per questo, tra alcuni

indirizzi per il piano di urbano del traffico su cui si sta lavorando c’è l’estensione delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato, allargando quelle limitate del centro storico. E poi c’è la realizzazione di nuove corsie preferenziali per gli autobus, per cui sarà necessario prevedere un arretramento del fronte stradale degli edifici: l’unico modo per allargare i viali di Varese e ricavare spazio necessario alle corsie nelle direzioni in ingresso verso il centro. Spazio anche utile per altre forme di mobilità, come quelle ciclabili. Dai primi dati di studio del traffico che stiamo realizzando, risulta però anche un forte arrivo di mezzi dai comuni intorno, per cui in prospettiva si dovrà immaginare anche un trasporto extraurbano più efficiente».

I dati Istat del trasporto pubblico, tutto sommato sono confortanti: c’è una buona densità della rete autobus varesina (25,7 km ogni 100km2) ai primi posti italiani per densità di fermate di autobus (6,7 per km2), mentre aumenta la domanda (71,7 passeggeri trasportati per ogni abitante). «Dai dati che abbiamo oggi, l’utilizzo del trasporto pubblico urbano è persino superiore alle attese – dice Binelli – copre circa il 20% degli spostamenti nelle ore di punta e malgrado alcune carenze per l’assenza di corsie preferenziali, il servizio è capillare anche per aree come Bregazzana o S. Maria del Monte. Però l’utenza è prevalentemente scolastica: per convincere anche chi normalmente usa l’auto serve miglior puntualità». Ma tra gli obiettivi del piano traffico spiega Binelli, ’c’è anche una nuova politica della sosta, con più autosili e meno parcheggi in strada, che generano traffico e occupano spazi preziosi. In ogni caso prevalentemente “blu”: «Attualmente le aree sono a pagamento solo in area centrale, ma mancano edifici dedicati alla sosta – dice l’assessore – Un esempio di intervento necessario è Casbeno: troppi parcheggi gratuiti limitano l’utilizzo del nuovo autosilo su cui non c’è convenienza.
Piero Orlando

s.bartolini

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