“A Gallarate pedaggio illegittimo” La Provincia ora ricorre al Tar

GALLARATE “Il pedaggio autostradale a Gallarate? E’ illegittimo”. E parte il ricorso al Tar. Lo ha presentato, nei giorni scorsi, la Provincia di Varese, chiedendo ai giudici del tribunale amministrativo regionale di abolire il casello. Villa Recalcati si muove per cercare di abolire del tutto una tassa che viene vista come un odioso balzello. Sono due le motivazioni sulle quali si basa il ricorso presentato dalla Provincia. «Vista l’attuale configurazione infrastrutturale del collegamento tra Gallarate e Varese», si legge in una nota, «quest’ultimo non è da considerarsi tratto autostradale, bensì semplice raccordo tra il capoluogo di provincia e la rete autostradale transeuropea». L’autostrada, infatti, sfocia nel centro della Città Giardino, senza proseguire verso Nord.E del resto, il ragionamento che il presidente della provincia Dario Galli ha condotto con gli avvocati dell’ente, «sul territorio nazionale esistono una serie di

raccordi autostradali gestiti direttamente da Anas e non sottoposti a pedaggio». Appare perciò chiara la presenza di «un’evidente discriminazione, a svantaggio del territorio varesino, tra identiche tipologie di struttura, appartenenti al medesimo soggetto, lo Stato, e gestite in concessione da soggetti pubblici e privati». Ovvero Anas e la Società autostrade.La seconda freccia all’arco del ricorso si riferisce al fatto che «il pedaggio riscosso alla barriera gallaratese non tiene conto dell’effettivo utilizzo dell’intero raccordo». In altre parole, non verrebbe applicato «il principio comunitario per cui chi usa paga», ma si tratterebbe di un vero e proprio «prelievo forfettario legittimo». Ancora, gli aumenti che entreranno in vigore a gennaio «non sono bilanciati sull’uso effettivo del tratto, ma mirano esclusivamente a finanziare Anas, società che non gestisce direttamente questa tratta e che quindi non tradurrà gli introiti in opere migliorative sull’A8».

b.melazzini

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