C’erano tanti, tantissimi imprenditori ieri sera a Malpensafiere a Busto Arsizio all’incontro organizzato da Confartigianato Imprese Varese per spiegare, punto per punto, cos’è il Jobs Act. Un lavoro «apprezzabile» come lo ha definito , presidente di Confartigianato Varese «perché col Jobs Act una certa attenzione nei confronti dei Piccoli il Governo l’ha avuta, anche se si può ancora correggere il tiro e concentrarsi di più sui bisogni reali delle aziende».
La decontribuzione per tre anni in caso di assunzioni a tempo indeterminato, la definizione di indennizzi in caso di licenziamento illegittimo e i contratti a termine senza alcuna modifica hanno suscitato molta curiosità tra le imprese: questo è forse il momento giusto per ripartire e una spinta a sostegno di nuove assunzioni può sicuramente dare una mano. «Il contratto a tutele crescenti è una importante novità – secondo Galli – ed è positivo anche il nostro giudizio sulla delega relativa il riordino dei contratti di lavoro che dovrebbe portare ad una semplificazione burocratica e mantenere comunque quella flessibilità in entrata che nel mondo di oggi è un valore aggiunto al lavoro che le imprese chiedevano da tempo. Insomma il Jobs Act ha tutte le potenzialità per poter aiutare il Paese ad un cambio di marcia significativo e offrire una visione positiva del futuro».
E gli incentivi alle assunzioni, sotto forma di sgravi contributivi, daranno sicuramente una spinta alla ripresa dell’occupazione «le imprese si accorgeranno subito della convenienza – ha sottolineato , consulente del lavoro di Confartigianato imprese Varese – non si era mai vista una misura di questa portata».
Parliamo di uno sgravio contributivo che può arrivare a 8.060 euro per tre anni, per assunzioni partite dal primo gennaio di questo anno «e le imprese potranno anche chiedere ovviamente ora il rimborso per questi primi mesi dell’anno». Nessuna difficoltà per accedere all’agevolazione «si tratta di una mera formalità amministrativa» ha sottolineato Galeone «e siamo certi che questo aiuterà imprese ed occupazione».
Se poi, a questa misura strategica, «aggiungiamo la certezza di cosa può accadere in caso di licenziamento, allora davvero ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo», ha aggiunto , delle relazioni sindacali di Confartigianato. Sui licenziamenti c’è ancora parecchia confusione, ha aggiunto Di Martino «la vera novità è che da ora in poi verrà eliminata ogni discrezionalità da parte del giudice, che si troverà ad applicare un mero calcolo economico».
Molti i lati positivi sottolineati anche da , presidente di Adapt, l’associazione fondata da per promuovere studi e ricerche su lavoro e relazioni industriali: «Il JobsAct ha luci e ombre, ma ci sono molti passi avanti. Il tempo indeterminato a tutele crescenti è un passo avanti rispetto al vecchio tempo indeterminato e sicuramente anche gli incentivi alle assunzioni aiuteranno a tirar fuori dalla pancia molti posti di lavoro».
Certo, ha ricordato Massagli « la riforma delle regole incentiva, ma da sola non crea occupazione». Il 2015 tuttavia porterà sicuramente le imprese verso nuove assunzioni «anche se i più favoriti saranno i profili professionali già formati, pronti all’uso». Coraggioso, secondo Massagli, anche «il passo in avanti sui licenziamenti: dà certezza ai procedimenti e offre la possibilità di quantificare quanto costa un licenziamento». Ancora qualche mancanza però sul fronte delle politiche attive: «Ammortizzatori sociali, lavoratori fuoriusciti dal lavoro e fasce deboli restano un capitolo ancora da scrivere».