Il successo di una serata si misura dai piccoli particolari. Il successo di una serata sta in un biglietto da visita che passa da una mano all’altra, in una domanda fatta dall’uomo giusto al momento giusto, in uno sguardo di stupore che si fa attenzione.
Sta in una critica, in una correzione, in uno scambio impossibile reso possibile dalla semplice appartenenza allo stesso desco: gustare un fritto di lago insieme a un imprenditore, a volte, può cambiare la vita.
È l’ora del caffè, quella del sipario su discussioni e ragionamenti. La considerazione di chiusura viene spontanea: «Abbiamo seminato bene».
E non solo perché il progetto che ha suscitato la curiosità maggiore ha a che fare con orti, “ritorno alla terra” e con la ricerca di un piacere fatto di semplicità e tempi lunghi: abbiamo seminato bene perché abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, quello di regalare un’opportunità a chi se lo merita.
La “Cena con l’imprenditore” firmata da La Provincia di Varese si è concretizzata l’altroieri nella calda atmosfera del ristorante La Bottega Lombarda di Bodio Lomnago. A fare gli onori di casa il proprietario , uomo dal cursus honorum aziendale di tutto rispetto nel passato, dispensatore di delizie in riva al lago nel presente. È stato lui a dare il fischio d’inizio alla partita dei sogni, cinque per l’esattezza, giocati attorno a un tavolo quadrato che è stato il centro di tutto, fin dalla disposizione degli invitati. Basata sull’alternanza: un imprenditore, un progetto che fosse in grado di conquistarlo., amministratore delegato di Openjobmetis, , patron di Ngi Eolo, , responsabile marketing e pianificazione di prodotto di Inticom Yamamay, , titolare di Select Trade, , editore de La Provincia di Varese. E poi , , , , e . I primi hanno bisogno di poche presentazioni: per loro parla il curriculum. I secondi sono gli autori dei progetti, coloro che hanno vinto il concorso messo in palio dal nostro giornale: hanno lanciato un’idea, ci hanno incuriosito, li abbiamo premiati.
Come? Dando loro la chance di confrontarsi con chi ce l’ha fatta, con chi – anni fa – è partito sulla strada della vita con una valigia piena del desiderio di emergere e tanta buona volontà, con chi sa – meglio di chiunque altro – valutare la bontà di un’iniziativa imprenditoriale.
I sei partecipanti (alcuni giovanissimi e pronti a costruirsi un futuro come Mazzeri, altri più maturi e vogliosi di giocarsi un’alternativa come Gisela Artuso o Sala) si sono presentati e a turno hanno esposto il loro potenziale business. Si è andati dagli orti in affitto di Sala ai servizi di Big Data di Crugnola, passando per il matching aziendale di Bertolini, il caffè italiano di Artuso, i gilet sartoriali di Mazzeri e i concorsi a premi 2.0 di Del Corno, in una varietà di argomenti e propositi, degni di nota.
Gli imprenditori hanno ascoltato, fatto domande e approfondito gli aspetti più interessanti di ogni idea. Hanno espresso le loro riflessioni, portato a casa i documenti prodotti dagli aspiranti omologhi, hanno valutato e valuteranno se credere o meno alla fattibilità delle proposte.
La cena per alcuni potrebbe essere stata l’inizio di un percorso, per altri una semplice tappa in una crescita o il biglietto vincente del futuro. La risposta spetta al tempo, mentre il presente regala la sensazione di aver portato a termine un’iniziativa affascinante e proficua: il cibo vero è stata la voglia di scommettere su se stessi.













