A Varese diesel come la verde E sullo sconto c’è scetticismo

VARESE Il diesel è caro come la benzina. Ieri all’Agip il diesel è arrivato a 1.747 euro al litro. Solo quattro centesimi lo distanziavano dalla benzina che costava 1.783.

«Il prezzo del diesel al pubblico è aumentato del 30 percento, una cosa insostenibile – conferma Paolo Longo, presidente della Faib (federazione autonoma italiana benzinai). Gli automobilisti non possono che accettare i nuovi prezzi, ma con sacrificio».

E con rabbia: in molti casi chi ha acquistato un’auto diesel lo ha fatto per risparmiare sul carburante. Peccato che adesso il risparmio sia diventato talmente irrisorio da vanificare l’investimento fatto per comprare l’autovettura.

Inoltre, non era mai successo nella storia che il diesel fosse più economico in Svizzera, dove lo si paga mediamente sette centesimi al litro meno che in Italia. Di conseguenza gli acquisti di diesel alle pompe italiane sono calati del 15-20 percento. La carta sconto per il diesel è vista come una possibile soluzione, ma non da tutti.

«È da dieci anni che stiamo cercando di migliorare la carta sconto già esistente – continua Longo – Vogliamo uno sconto flessibile che tenga il prezzo sempre alla distanza di un delta rispetto alla Svizzera. Il delta potrebbe essere pari a dieci centesimi. Tenere il delta fisso ci permetterebbe di diminuire o aumentare lo sconto. In più, chiediamo la carta sconto sul diesel».

Ma c’è anche chi si dimostra scettico verso la carta sconto diesel, come Alfredo Pieragnolo di Pit Stop. «Secondo me la carta sconto sul diesel è pura propaganda politica – afferma Pieragnolo -Dico questo perché chi usa il diesel nell’80% dei casi è un libero professionista che scarica il costo del carburante. Dato che il libero professionista non può avere diritto alla carta sconto questa sarebbe valida solo per il privato cittadino, quindi per una minoranza dei clienti».

Ma Paolo Longo non la pensa così: «Nella mia pompa di benzina ho stimato che, sul totale dei clienti che fanno il diesel, il 50% ha la scheda per la detrazione. E comunque, si tratta di un’iniziativa da mettere in campo anche se fosse per pochi perché garantirebbe comunque ai soldi di stare in Italia invece che andare in Svizzera».

Certo, ci sarebbe anche chi proverebbe a fare il furbo, usando la carta sconto e provando comunque a detrarre la spesa per il diesel. «La Regione vede in diretta chi fa il pieno e, nel caso di irregolarità, sospenderebbe la tessera sconto – dice Giulio Pedetti di Eni – Io ho stimato che su dieci auto che si fermano a fare il pieno, sette lo fanno con il gasolio. È vero, molti mettono i timbri. Ma molti no».

Al di là dell’effettivo utilizzo che ne farà il cliente, da parte dei benzinai rimane un certo scetticismo. «Ero fiducioso riguardo all’abolizione della commissione legata all’utilizzo del bancomat – continua Pedetti – Sembrava volessero aiutarci e invece niente. Con queste premesse, anche la fiducia sulla carta sconto sul diesel viene meno. E questo nonostante i conti facciano pensare che si farà: si stima infatti che la Regione metterebbe nella carta 60 milioni di euro e ne riceverebbe indietro 210».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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