VARESE Il mercato libero del gas sta creando infiniti problemi anche ai varesini. Contratti capestro, bollette impazzite, fatture non richieste e call center fantasma: i problemi sono infiniti e le associazioni dei consumatori sono sommerse di reclami.«Il numero di cittadini con procedure da avviare contro le aziende fornitrici di gas è tale – racconta Marisa Mentasti di Adiconsum-Cisl – che abbiamo deciso di dedicare un pomeriggio alla settimana, nelle nostre sedi provinciali, solo ai problemi legati a questo tema». Da Federconsumatori-Cgil, invece, le pratiche legate a contenziosi con aziende fornitrici di gas per il consumo domestico o per piccole aziende, in provincia di Varese sono state 185 nel solo 2010: più del 12% sul totale. Solo la telefonia ha superato questo primato. «Ma con le aziende telefoniche le cose sono più semplici – spiega Francesco De Lorenzo, responsabile provinciale di Federconsumatori – perché esistono accordi di conciliazione che permettono di arrivare alla soluzione dei contenziosi in tempi brevi. Il mercato del gas, invece, è aperto da troppo poco tempo. Le aziende e l’autorità, quindi, sono molto lenti a decidere il da farsi. E i cittadini aspettano, con le loro bollette astronomiche, sperando che l’azienda nel frattempo non tagli la fornitura». I casi sono tantissimi e a volte paradossali. Come quello della signora Flavia Monzelli, che ha trovato nella cassetta delle lettere una bolletta dove il fornitore di gas le chiedeva di pagare 1000 metri cubi(circa 800 euro) per il suo nuovo appartamento di Varese, appena costruito e non ancora abitato. O la signora Contini di Porto Ceresio, che si è vista recapitare una bolletta di
ben 45 mila euro: tutto per un semplice errore di battitura, visto che avrebbe dovuto avere due zeri in meno. Banali errori che però, spiegano dalle associazioni a tutela dei consumatori, rappresentano la punta dell’iceberg di un sistema creato per non funzionare.«Le aziende fornitrici di gas come Enel Gas, Eni, o quella con più reclami, E.On – racconta ancora Mentasti di Adiconsum – con la liberalizzazione, hanno esternalizzato la promozione. Spesso chi incontra il cliente o telefona a casa è un dipendente di una società esterna, che viene pagato in base ai contratti stipulati. Troppo facile, quindi, approfittare di chi non è in grado di analizzare fino in fondo le proposte». Ed ecco che i problemi più gravi arrivano, compresi quelli di contratti falsi. «Più di un utente si è presentato con delle bollette ricevute da società con cui non aveva mai firmato alcun contratto – dice ancora De Lorenzo di Federconsumatori – A volte era stato stipulato telefonicamente, senza spiegare bene che un “sì” di troppo avrebbe significato anni di vincolo. Ma c’è stato anche qualche caso di contratto del tutto fasullo». E il problema gas raddoppia: da una sola bolletta, l’utente ne riceve due ogni bimestre, quella del vecchio e quella del nuovo fornitore. Chiamare il call center indicato spesso è un supplizio: mezz’ore di attesa in balia di messaggi registrati, senza riuscire a parlare con l’operatore. «È una tecnica ormai consolidata – spiega De Lorenzo – ma anche per la telefonia c’è stato un periodo così: il mercato farà la sua selezione molto presto, e solo le aziende serie ce la faranno».Chiara Frangi
s.bartolini
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