A Varese le “poltrone” valgono mezzo milione

A Varese le “poltrone” valgono mezzo milione

VARESE Se gli incarichi romani “pesano” parecchio sulle tasche dei contribuenti, anche quelli locali non scherzano. E tra una piccola azienda che gestisce il trasporto pubblico, e i posti del cda dell’ex municipalizzata oggi accorpata in un colosso, ci si ritrova comunque a sborsare per gli emolumenti degli amministratori pubblici oltre mezzo milione di euro. Guardando il capoluogo, troviamo quattro aziende pubbliche, due controllate al 100 per cento dal comune e due controllate in parte. E ci imbattiamo subito in Aspem Reti, dove i compensi per i consiglieri di amministrazione ammontano in tutto a 36mila euro all’anno. Nel dettaglio, si tratta di 12mila euro per il presidente Ciro Calemme (Pdl), e 6mila euro a testa per i consiglieri di amministrazione: Silvio Tizzi (Pdl), Mario Speroni (Lega Nord), Graziano Tolo (Udc) e Luca Lo Giudice (Pdl). La municipalizzata peserà anche per il grande buco realizzato nel 2009: una cifra che ammonta a un milione e mezzo di euro. A seguire c’è Avt spa, società impegnata soprattutto nella gestione dei parcheggi, in attivo e sempre controllata al 100 per cento dal Palazzo, con tre esponenti nel cda e costi per 40mila euro (presidente Maurizio Marino, consiglieri Marco Praderio e Alessandra Bortolon). L’azienda più grossa è Aspem spa, inglobata nel Gruppo A2A, della quale il Comune detiene il 9,80%: 44.443 euro lordi all’anno al presidente e 7.143 euro lordi all’anno a due consiglieri di amministrazione di espressione comunale. Il comune di Varese nomina poi il presidente del consorzio provinciale Prealpi Servizi, di cui Aspem spa detiene il 12,47%: nominato da poco, si tratta di William Malnati (Lega Nord), 30mila euro lordi all’anno. Malnati è anche presidente di Aspem spa. Fa la parte della cenerentola la cooperativa agricola Prealpina Latte,

di cui il Comune ha il 2,50%, con un solo consigliere di amministrazione da 60 euro a seduta. Il compenso di Monica Zonca (Lega Nord), presidente della Società per i Mercati di Varese (48,08% di quote comunali) è di 18.600 euro all’anno. L’ultimo attore nel panorama cittadino è la società del teleriscaldamento Varese Risorse, guidata dal leghista Alberto Aimetti, che percepisce 37mila euro all’anno. Il consigliere d’amministrazione, Chiara Di Giovanni (Pdl), percepisce 5mila euro ed è al momento dimissionario. I costi della politica a Varese nelle società pubbliche ammontano a 225.329 euro. A questi si aggiungono gli aggravi per il buco di Aspem Reti. A livello provinciale pesa l’Agenzia formativa della Provincia di Varese. Con sei consiglieri di amministrazione e tre revisori dei conti, per un totale di 125.770 euro. A questi si aggiungono i costi della Società per la tutela ambientale del bacino del fiume Olona in provincia di Varese spa: un presidente da 24 mila euro e due consiglieri di amministrazione da 7.200 euro l’uno. Più difficile il calcolo dei costi di Aler Varese, i cui esponenti sono espressione di enti diversi, mentre l’azienda dipende dalla Regione. La loro indennità è basata sugli stipendi dei consiglieri regionali: dal 40 al 60 per cento per il presidente (Paolo Galli, Pdl), la metà per il vicepresidente (Agostino De Troia, Udc) e dal 10% al 20% per i consiglieri (Andrea Canazza, Marco Bordonaro, Alessandro Vadelka, Aldo Aimetti e Maurizio Maggioni). A Varese costano circa 156mila euro netti all’anno. E siamo a 545.499 euro. Insomma, oltre mezzo milione di euro. Ai quali, anche se non si tratta propriamente di costi della politica, vanno sommati comunque gli stipendi di direttori generali di società di dimensioni ridotte come Avt. Marco Tavazzi

s.bartolini

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