VARESE La Consulta boccia le ronde ma i volontari non mollano la presa e vanno avanti come da programma: «La città ha bisogno di noi». E se serviranno ulteriori passaggi burocratici per operare in modo legittimo a tutti gli effetti, sono pronti farli come richiesto. Dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 226 alle segnalazioni di «degrado sociale» da parte dei volontari, le associazioni cittadine stanno cercando di capire se e come la decisione si possa tradurre in ostacoli concreti per la loro attività. La Corte infatti ribadisce il potere dei sindaci in materia di sicurezza urbana finalizzati alla prevenzione e alla repressione dei reati ma nega la legittimità dell’impiego degli osservatori nell’ambito sociale.«Siamo nati per tutelare e rispondere ai bisogni dei più deboli e dovremmo smettere di farlo perché invece di pensare di risolvere i problemi si pensa solo a complicare le cose con cavilli giuridici» replica Walter Piazza, presidente dell’associazione degli Angeli Urbani che insieme alla “Amoruso aiuto solidarietà” è la prima ad essere stata ufficializzata dalla prefettura come associazione di osservatori volontari. «Segnalare il degrado non è compito solo delle associazioni ma di tutti i cittadini – spiega Piazza – che sono liberi di dare il loro aiuto a chiunque, come e quando vogliono. Per una volta che abbiamo trovato un ministro che parla il linguaggi della gente, arrivano i grandi studiosi a complicare tutto e a non far capire più nulla ai cittadini che vorrebbero fare solidarietà.
Se una persona bussa alla nostra porta continueremo a dargli da mangiare e dei vestiti, com’è umano e legittimo fare». Anche perché a questo punto le associazioni chiamate in causa non sarebbero solo quelle che hanno aderito all’iniziativa delle ronde previste dal ddl sicurezza, quello ripetutamente finito nel mirino delle critiche e quello su cui paradossalmente oggi non si batte ciglio, quanto piuttosto quelle che si occupano di dare sostegno e assistenza alle persone in difficoltà. «Ho letto ieri mattina e non mi sono soffermata più di tanto – spiega Maura Aimini dei City Angels – Noi non abbiamo aderito alle ronde, ma questa sentenza ci toccherebbe direttamente: il nostro primo obiettivo è operare nel sociale». Di più: l’associazione è nata per quello. E ognuno di loro liberamente dà il proprio contributo per strada. «Non sono tutti delinquenti pericolosi, quindi cosa dovremmo fare? Negare aiuto a una persona che ci chiede da mangiare?».La sicurezza, per loro, si fa anche avvicinandosi alle situazioni di degrado com’è nella filosofia dei City Angels. «Oltretutto – continua – questa novità è arrivata in un momento in cui a Varese c’è sempre più bisogno e in cui non a caso si sta facendo sempre di più nell’ambito della sicurezza. Abbiamo situazioni di forte degrado sia in centro sia in zone che di certo non sono deserte, eppure spesso i cittadini non le segnalano. La nostra esperienza in strada invece è soprattutto visiva: per l’intervento chiamiamo le forze dell’ordine». Francesca Manfredi
s.bartolini
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