Cosa ci fa il boss Pietro Savastano alla cassa del supermercato della Coop di Varese? È quello che si sono chiesti gli utenti in rete quando è stato notato l’attore, Fortunato Cerlino, che lo interpreta in Gomorra, in un teaser per la nuova campagna #UnSaccoGiusto lanciata da Legambiente e girato proprio nel punto vendita Coop della Città Giardino. Lo spot pubblicato sul web il 7 giugno, e lanciato nella sua versione integrale due giorni dopo, fa incuriosire tutti e strappa un sorriso ai fan della rinomata serie.
Ma riempie d’orgoglio anche i varesini che, nel giorno delle riprese, erano presenti alle casse della Coop. «Lo spot è stato girato tre mesi e mezzo fa – spiega Ettore Terribili, responsabile Politiche Sociali Coop Lombardia – Siccome la Coop varesina collabora a stretto contatto con Legambiente e ne condivide i principi, il punto vendita della Città Giardino è stato scelto come set».
Così, nel primissimo pomeriggio, in via Daverio sono arrivati la troupe e gli attori presenti nello spot. «Hanno bloccato la prima cassa per le riprese, mentre le altre erano funzionanti e aperte per i clienti che comunque avevano accesso al supermercato e che, infatti, si intravedono nel video insieme a qualche dipendente. La cassiera e i clienti in coda dietro il sig. Cerlino sono, invece, delle controfigure».
Don Pietro è arrivato a metà pomeriggio e si è fermato un paio di ore per registrare la sua parte nello spot. «È stata una bella esperienza per tutti i presenti».
Nel video della durata di tre minuti e trenta quello che è conosciuto come il sanguinario padrino della cosca malavitosa napoletana, Pietro Savastano, si trova insolitamente alla cassa di un supermercato mentre ripone in un sacchetto la spesa appena effettuata.
Ma si tratta di un sacchetto speciale, perché interamente biodegradabile e fornito da una cooperativa nata per dare speranza a un territorio martoriato dalla malavita organizzata e dal pregiudizio, nella cosiddetta terra dei fuochi. I sacchetti di plastica, quelli che usiamo per fare la spesa, sono in realtà in gran parte taroccati e dunque illegali. Circa la metà li
fa la camorra che ne ha fatto un nuovo redditizio comparto delle cosiddette ecomafie. Parola di Don Pietro Savastano, il super boss di Gomorra. Legambiente lo ha scelto come testimonial d’eccezione per la nuova campagna intitolata e l’attore ci ha messo la faccia per un cortometraggio che mette in guardia gli italiani sul nuovo business della criminalità organizzata.
Si parla di un volume pari a circa 40 mila tonnellate di finta plastica riciclata, una perdita per la filiera legale dei veri shopper bio pari a 160 milioni di euro, 30 solo di evasione fiscale. Si tratta di una filiera nera che danneggia chi produce correttamente bioplastiche compostabili e disincentiva gli investimenti nel settore. Il tutto senza considerare i gravi danni all’ambiente e al mare, oltre all’aggravio dei costi di smaltimento dei rifiuti: altri 50 milioni di euro.
Sono chiamati all’azione anche i singoli cittadini che sul sito legambiente.it potranno segnalare le illegalità e gli esercizi dove vengono usati shopper taroccati.
Il corto è anche dedicato alla storia della CoopVentuno, una piccola start up che produce prodotti compostabili e che promuove la legalità in questo settore proprio a Castel Volturno. Una realtà nata nel cuore della Terra dei fuochi dall’idea di Gennaro Del Prete e Massimo Noviello, due uomini accomunati dalla morte dei rispettivi padri uccisi dalla camorra perché volevano un’Italia libera dalle illegalità e perché avevano cercato di fermare il racket delle buste di plastica.
#UnSaccoGiustoLa mano della camorra è arrivata sugli shopper compostabili. Metà dei sacchetti in circolazione in italia è illegale. Sai come riconoscerli? Sei attento?Guarda il video con Fortunato Cerlino, alias Pietro Savastano della serie Gomorra. E scopri di più (anche come distinguere i sacchetti legali da quelli illegali) qui >> www.legambiente.it/unsaccogiusto
Pubblicato da Legambiente Onlus su Giovedì 9 giugno 2016













