A Varese, Pdl e Lega già divisi sulle poltrone della giunta

A Varese, Pdl e Lega già divisi sulle poltrone della giunta

VARESE Il Pdl sembra intenzionato a fare pesare sulle trattative tutta la sua “forza” da partito di maggioranza relativa. Anche se molto relativa, in questo caso, visto che supera la Lega di poco più di mezzo punto. Se la formazione della giunta vedrà nove esponenti in tutto, il Pdl ne chiederà complessivamente sei.

«Bisogna ancora discutere – dice il segretario cittadino pidiellino Aldo Colombo – ma penso che ne chiederemo sei». Insomma, alla Lega ne resteranno, se vinceranno gli azzurri, solo tre. Contro i quattro che la segreteria cittadina sembrava intenzionata a chiedere. «Credo che il voto degli elettori – spiega il segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti – abbia dimostrato la volontà degli stessi che ci sia una parità tra Lega e Pdl. Siamo divisi da circa 130 voti, mezzo punto percentuale. Quindi nessuno può sedersi al tavolo con tesi preconcette». Insomma, è tutto in discussione. Il primo incontro tra le delegazioni di Lega e Pdl sarà questa sera. Ed hanno tempo venti giorni, per legge, per mettere insieme e ufficializzare la nuova giunta, ovvero l’esecutivo che per i prossimi cinque anni guiderà le sorti di Palazzo Estense e affiancherà il primo cittadino. E non sarà facile. Lo scontro sarà su due livelli: tra i partiti, ed all’interno degli stessi. Il Carroccio, come sezione, ha indicato come nomi gli uscenti Fabio Binelli e Gladiseo Zagatto, oltre allo stesso Piatti. E Sergio Ghiringhelli come quarto assessore o presidente del consiglio comunale.

Ma la segreteria provinciale potrebbe intervenire con una rosa diversa, che vedrebbe tra gli uscenti riconfermato solo Binelli, e tra gli entranti Emanuele Monti ed Alberto Roggia. Sempre con l’opzione Ghiringhelli. Il Pdl in fatto di scontri interni non è da meno. Se gli assessorati saranno 5, i posti saranno stretti. In lista in quota cielle il segretario Colombo, l’assessore uscente Enrico Angelini e Piero Galparoli, con due posti alla corrente in questione. Un assessorato è certo per gli ex An a Stefano Clerici. Gli altri due o tre posti saranno divisi tra i laici: si parla dell’uscente Ciro Grassia, di Roberto Puricelli, ma non tramonta l’ipotesi di un ritorno di Fabio D’Aula. Infine, gira anche l’ipotesi di Giuseppe Montalbetti.

Ma c’è anche da capire quali accordi siano stati stretti per l’apporto esterno dato dall’Udc prima del ballottaggio. Senza apparentamento, ma il partito di centro ha chiaramente dato indicazioni di voto. E questo potrebbe fare supporre che gli equilibri tra Lega e Pdl restino 3 a 5, se scattasse un assessorato per l’ex candidato sindaco del terzo polo Mauro Morello.

Per il momento bisognerà iniziare anche a discutere della formazione delle deleghe. Rispetto a prima, il sindaco ha già annunciato un accorpamento tra turismo e commercio. Urbanistica e lavori pubblici resteranno probabilmente divisi. Non potrà mancare la delega al bilancio e quella alla sicurezza. Da capire se cultura e sport avranno un assessorato ad hoc, o saranno diluite, come l’ultima volta, tra sindaco e vicesindaco. Un piccolo giallo sulla carica di vicesindaco si è verificata ieri a Palazzo Estense. Mentre il centrodestra festeggiava, e giungeva la notizia della caduta di Gallarate, è stata messa in giro la voce di una telefonata da Nino Caianiello che avrebbe chiesto di diventare vicesindaco a Varese. Vera o falsa, la voce è girata. Segno che il totoassessori è solo all’inizio. E che le tensioni, soprattutto dopo la scossa di questa seconda tornata elettorali, hanno incrinato più di un equilibrio.

Marco Tavazzi

e.marletta

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