VARESE Trenta evasori totali in soli sei mesi, i primi di questo 2011 che ha già tutta l’aria d’essere più che positivo per gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza di Varese che martedì celebrerà in città il 237esimo anniversario della fondazione del corpo con una cerimonia solenne che prenderà il via alle 9.45 in piazzale Tornatore. Il comandante generale Antonino Maggiore fornirà in quell’occasione tutti i numeri di un’attività che impegna 950 uomini in tutta la provincia, Malpensa e frontiere comprese. Ma c’è già una prima considerazione: i frutti del lavoro si vedono, e sono numeri. Anzi, soldi. Perché le indagini condotte da gennaio a oggi sul fronte dell’evasione fiscale (totale o parziale) hanno portato al recupero di basi imponibili a tassazione che ammontano a circa 273 milioni di euro per quanto riguarda le imposte sui redditi e l’Irap. Che, per i meno esperti, significa un totale di circa 92 milioni di euro pronti a infilarsi nelle casse dello Stato con relative sanzioni annesse, di un importo almeno analogo. In pratica, 184 milioni di euro. A questi bisogna poi aggiungere l’Iva, pari a 24 milioni. Insomma all’incirca 208 milioni, ed è giocoforza un previsione di massima perché non si possono escludere contenziosi o nullatenenti. Il generale Maggiore è però ottimista: il lavoro è stato più che scrupoloso. E s’è concentrato su più fronti: «Ci sono tanto per cominciare soggetti che operano sul territorio ma non hanno partita iva. In questo caso non si tratta generalmente di grosse attività ma di piccoli o piccolissimi artigiani». Come si scovano? «Con un controllo capillare e costante del territorio e il contestuale confronto con
l’elenco di aperture e chiusure di partite iva». Fin qui, per chi è senza partita Iva.Chi ce l’ha e non ha mai dichiarato, può essere che non abbia lavorato o l’abbia fatto senza farlo sapere all’erario. In questo caso è utile un incrocio dei dati tra l’anagrafe tributaria e altri (per esempio le fatture emesse in caso di ristrutturazioni edilizie che prevedano bonus rimborsabili dallo Stato). Insomma, un impegno certosino che non trascura le imprese con rapporti con l’estero, spesso con vita breve ma fatturati ingenti. «In genere gli evasori di grosso calibro sono italiani, quelli per i quali l’evasione riguarda importi minori sono anche stranieri» prosegue il generale Maggiore, che – a pochi mesi dal trasferimento al comando della Gdf di Genova – traccia un primo bilancio di tre anni di servizio in provincia: «I nostri risultati sono aumentati di molto rispetto al passato. Prima la media era di 100 milioni di euro all’anno ora, e in soli sei mesi, siamo già a 273 milioni di euro di basi imponibili a tassazione». Più bravi i finanziari o più evasori i varesini? «Credo che siamo stati più bravi e forse anche più fortunati». Presto, invece, per dire se in questi numeri che hanno caratterizzato l’attività della Gdf negli ultimi mesi si possano ravvisare le conseguenze delle infiltrazioni mafiose di cui si parla anche in riferimento alla provincia di Varese e alla Lombardia: «Il periodo di osservazione è troppo breve». Almeno per quel che riguarda il fisco perché, sul fronte stupefacenti, di operazioni antimafia le Fiamme Gialle ne hanno fatte eccome. In aumento, infine, il numero di fallimenti e le indagini su bancarotte.<+G_FIRMA>Sara Bartolini
e.marletta
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