Roma, 11 set. (Apcom) – Verdetto come da previsioni, il Leone d’Oro della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stato vinto da “Somewhere” di Sofia Coppola, un film che ha “incantato i giurati”. A decisione unanime, il maggior riconoscimento è andato al film molto personale della regista premio Oscar che ha raccontato la vita sregolata e vuota di un attore di Hollywood che vive nel celebre hotel Chateau Marmont e inizia a porsi domande esistenziali quando all’improvviso, nella sua noiosa esistenza, subentra la figlia. Niente da fare per l’Italia, nemmeno un premio minore o per uno degli attori dei quattro film in Concorso.
Il Leone d’Argento per la regia è stato vinto dal visionario Alex de la Iglesia per il suo film “Balada Triste de Trompeta”, la storia triste di una coppia di pagliacci che combattono all`ultimo sangue per l`amore ambiguo di un`acrobata sullo sfondo della guerra civile spagnola. Quest’anno è stato assegnato anche un Leone Speciale per l’insieme dell’opera a Monte Hellman, uno dei cineasti più amati dal presidente di giuria Quentin Tarantino e il più anziano di quelli in gara, con il film “Road to Nowhere”.
Il Premio Speciale della Giuria è andato invece a “Essential Killing” di Jerzy Skolimowski, che si è aggiudicato anche la Coppa Volpi per il miglior attore con Vincent Gallo. Ma il divo più ricercato a Venezia non si è presentato nemmeno per ritirare il premio e ha delegato il suo regista. Coppa Volpi per la miglior attrice invece, a sorpresa, ad Ariane Labed per il film greco “Attenberg”. Delusione per la nostra Alba Rohrwacher che fino alla fine era data tra le favorite.
Il premio Marcello Mastroianni dedicato a un attore emergente è stato assegnato a Mila Kunis, la ballerina di “Black Swan” protagonista della scena lesbo con Natalie Portman. Infine, l’Osella per la miglior sceneggiatura è stata vinta sempre dal film di Alex de la Iglesia “Balada Triste de Trompeta”, mentre quella per la fotografia dal film russo “Silent Souls”.
Lua
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