Abbazia in fiamme a Sesto Conta dei danni e dolore

SESTO CALENDE All’indomani dell’incendio causato da un fulmine che ha devastato la torre campanaria dell’Abbazia di San Donato a Sesto si contano i danni e si commenta l’accaduto. Parole affrante arrivano da don Luigi Ferè, il prevosto di Sesto Calende, che durante la messa delle 11.30 celebrata nella chiesa di San Bernardino ha commentato il fatto. «Ieri sera ero in  viaggio, sono stato informato dell’accaduto e rientrato intorno alle 22.30. Per me è stato molto duro, più che se fosse bruciata la mia casa. La chiesa di San Donato rappresenta un patrimonio enorme, in termini architettonici ma anche e soprattutto per la tradizione di fede che vi s’incentra». Don Luigi non ha ancora fatto una stima precisa dei danni ed è in attesa della relazione dei tecnici, che nella mattinata di ieri hanno continuato la perlustrazione e i sopralluoghi nel campanile e nella chiesa.Secondo una prima valutazione, i danni sembrerebbero più contenuti di quanto immaginabile al momento dell’incendio. Lo conferma il sindaco Marco Colombo, che fino a tarda notte è rimasto sul luogo dell’incendio con le squadre dei vigili del fuoco e della protezione civile: «Sono andato personalmente sul posto e ho verificato che l’aria all’interno dell’edificio era molto più pulita e respirabile. Il fuoco ha causato la distruzione dello scheletro ligneo interno del campanile, che però non sembrerebbe costituire una struttura portante e di due rampe di scale. Resta da assodare se

le alte temperature abbiano danneggiato o indebolito le parti in pietra e calce. Se i sopralluoghi tecnici proveranno che questo non è avvenuto allora nei prossimi giorni potremo dichiarare l’edificio religioso nuovamente agibile».Nel frattempo, anche a causa della mancanza di elettricità a San Donato e del fumo che ancora aleggia nelle navate della chiesa, tutte le funzioni religiose sono state trasferite nella chiesa parrocchiale di San Bernardino.Ieri le messe domenicali hanno avuto dei cambiamenti d’orario: alle 10.30 si è svolta la messa tradizionalmente celebrata all’Abbazia e la funzione delle 11.15 ha avuto inizio alle 11.30. «Anche le celebrazioni del 25 Aprile e la prima comunione prevista per domenica prossima – fanno sapere Franco e Luisa, due parrocchiani che hanno assistito alla celebrazione eucaristica domenicale – si terranno a San Bernardino». Ieri l’abbazia del IX-XI secolo è stata presidiata dai volontari della protezione civile che si sono alternati per garantire l’incolumità delle persone. Il luogo è transennato ed è inagibile. Alcune ventole e aspiratori fin dalla tarda serata di sabato sono stati messi in funzione nella navata centrale per favorire la fuoriuscita del fumo. Sembra comunque che gli affreschi (pregevole la Madonna dei Limoni del XVI secolo, la Disputa di Santa Caterina d’Alessandria di Bernardino da Zenale del 1503, la Madonna del Latte, L’Ultima Cena di Tarillo da Curia del 1581, Dio in trono e la Teoria di Santi) non abbiano subito danni consistenti.

s.bartolini

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