La prima cosa che è emersa ieri sera, in commissione, è che i margini di manovra sull’impiego dei fondi dell’assessorato alla cultura e al turismo non sono ampi perché molte voci sono incomprimibili (come il costo del personale). Nonostante i paletti, l’assessore Roberto Cecchi, incalzato dai consiglieri Marco Pinti (Lega Nord), Luca Boldetti (Lista Orrigoni) e Simone Longhini (Forza Italia) che chiedevano i dettagli della spesa del Festival delle Ville e dei Giardini, ha affermato che: «non è possibile in questa fase parlare di numeri perché il Festival è in costruzione».
Il sindaco Davide Galimberti ha tenuto a precisare che la cosa principale è che «prendiamo 300 mila euro e li mettiamo sulla cultura e il turismo». Nello specifico, il Comune, rispetto allo scorso anno, è riuscito a risparmiare su altri assessorati. Al risparmio ha potuto aggiungere un finanziamento della Regione di 184 mila euro (proveniente dal bando Cult City). «In totale sono 300 mila euro in più – afferma Galimberti – La Regione ha sempre dato un contributo alla cultura (così come la Provincia, che quest’anno non stanzia nulla, ndr), la differenza con il passato sta nel fatto che ci sia un “più 300 mila”, bisogna guardare il complessivo, non ha senso risalire a dove derivano le risorse. Il dato principale è che il Comune ha deciso di investire nel settore, puntando al rilancio della città».
Ma i conti non tornano all’opposizione. «Il bilancio complessivo dello scorso anno dell’assessorato alla cultura e del turismo è nell’ordine di 2 milioni e 800 mila euro. Quest’anno è 2 milioni e 900 mila euro; di fatto l’incremento è di 98 mila euro– dice Longhini – Ci sono 184 mila euro che arrivano da Cult City, un progetto finanziato dalla Regione che immette liquidità nel bilancio del Comune. Di fatto, la notizia che è emersa dalla Commissione è che dei 300 mila euro tanto enfatizzati l’aumento reale (dall’anno scorso a quest’anno) sul bilancio dell’assessorato alla cultura è di 98 mila euro. Una somma che di fatto andrà totalmente al festival dei parchi, manifestazione oggi dai contorni molto vaghi e di cui, a meno di due mesi dall’inizio, si ignorano i costi totali». «Ci sono due Galimberti: uno che parla alla stampa e uno che parla in commissione. Il problema è che anche i numeri che dà alla stampa e in commissione sono diversi – afferma Pinti – La matematica non è un’opinione». «Lasciano perplesse alcune cifre: i 300 mila euro tanto sventolati alla fine sono in buona parte provenienti dalla Regione, il Comune ne mette 100 mila scarsi – è il parere di Boldetti – Reputo che il festival sia una buona cosa, ma mi lascia stupito che non ci siano ancora cifre e capitoli di spesa».













