VARESE Il mistero su Abdul Sensibile resta fitto. Anche se qualche passo avanti è stato fatto ieri sera al Pak!, la serata dedicata alla poesia abruzzese che ha animato il Twiggy di via De Cristoforis.
Perché se la vera identità della “mente” dietro gli sproloqui del fantomatico venditore di accendini marocchino di piazza Repubblica diventato il notista politico più seguito dell’ultima campagna elettorale resta nascosta, almeno ha un volto. Quello di Salvatore Incandela, teatrante varesino amico del collettivo satirico che vanta ormai più di 1.200 amici su Facebook.
È apparso tra gli applausi poco prima delle 20, vestito da arabo con tanto di caftano, leggendo alcune poesie in stile “abbruzzese” (sì, con due b) prodotte, dicono, dallo stesso Abdul. L’ultima, l’addio all’Italia, ha preceduto la sua spettacolare uscita di scena: è saltato fuori dalla finestra.
«Mi hanno coinvolto e ho accettato volentieri di impersonare un “vip” come Abdul – dice Incandela – ma anch’io ne ignoro la vera identità». Del resto, l’aveva promesso durante il pomeriggio: «Quandu chiudde centro le curti io finire di vendere ascendini e andare twiggy». Prima di lui l’aveva promesso una delle menti del festival Cortisonici, e probabilmente anche del collettivo satirico dietro al venditore marocchino, Massimo Lazzaroni.
Abdul, da notista politico è diventato poeta, con tanto di Meridiano Mondadori. Ma non si scorda delle cause umanitarie, e promuove, con la serata dedicata alla poesia abruzzese, una causa in cui crede fermamente: una «raccolta firme per abolire il Molise e per annettere Varese all’Abruzzo (proposte referendum)».
Ma anche una raccolta fondi per aiutare il collega “Panino”, indiano venditore di rose, a trovare i soldi per tornare in patria. «Ho accettato di impersonarlo anche perché Abdul è un cuore d’oro» dice ancora Incandela, per una sera incaricato di proteggere la privacy del vip più misterioso di Varese.
s.bartolini
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