Abusi e pestaggi al Beccaria di Milano: 33 vittime raccontano le violenze nell’incidente probatorio

Le audizioni, iniziate a dicembre e previste almeno fino a fine marzo, hanno l’obiettivo di “cristallizzare” le dichiarazioni già raccolte durante le indagini (foto d'archivio)

MILANO – Al carcere minorile Beccaria di Milano, le testimonianze delle 33 vittime di pestaggi e maltrattamenti stanno emergendo con forza nel maxi incidente probatorio davanti alla gip Nora Lisa Passoni. Le audizioni, iniziate a dicembre e previste almeno fino a fine marzo, hanno l’obiettivo di “cristallizzare” le dichiarazioni già raccolte durante le indagini. Gli indagati sono 41, tra cui agenti della Polizia Penitenziaria.

Durante un’udienza, un ragazzo quasi diciottenne, nato a Milano da genitori marocchini e oggi detenuto a Catania, ha descritto le violenze subite nel gennaio 2024, quando aveva 16 anni. “Uno mi ha afferrato la testa e l’ha sbattuta contro il gabinetto. Dopo i pugni in faccia e i calci ovunque, mi hanno abbassato i pantaloni, fatto una puntura e ammanettato da dietro. Ero tutto insanguinato e mi hanno lasciato a terra per quattro ore. Nessuno mi ascoltava, mi guardavano e se ne andavano come se fossi un oggetto”, ha raccontato.

Il giovane ha poi spiegato di aver visto “una sorta di squadra di appuntati che picchiava i ragazzi”, mentre altri agenti “non facevano quelle cose, ma li proteggevano sempre, anche i medici erano dalla loro parte”. Ha aggiunto di aver notato “la paura degli educatori quando parlavo di loro”.

Riguardo alle ore passate a terra, ha aggiunto: “Gli altri vedevano, c’erano tante educatrici, chiedevo aiuto, un bicchiere d’acqua, nessuno mi dava retta”. E ancora: “Di coloro che lavoravano nel Cpa (centro prima accoglienza) nessuno mi ha aiutato, urlavo, sentivo freddo, dolore”.

Le testimonianze continuano a delineare un quadro drammatico all’interno del Beccaria, con accuse gravi che coinvolgono sia il personale penitenziario sia figure di coordinamento e direzione del carcere.