Abusi in Rsa, patteggiamento per l’oss arrestato: due anni di pena concordata

L’uomo, accusato di maltrattamenti e violenza sessuale su due anziane ospiti, resta ai domiciliari. Decisive le immagini raccolte dai carabinieri

BUSTO ARSIZIO – Ha scelto la strada del patteggiamento il quarantaseienne peruviano arrestato lo scorso 23 dicembre nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi ai danni di due anziane ospiti di una Rsa del territorio. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra e la difesa hanno concordato una pena di due anni di reclusione, che dovrà ora essere ratificata dal giudice dell’udienza preliminare.

Una svolta processuale che arriva dopo mesi di indagini e che, di fatto, chiude il primo capitolo giudiziario di una vicenda che aveva profondamente scosso il territorio.

L’indagine partita da un sospetto

L’inchiesta era nata nell’autunno scorso da una segnalazione dei familiari di un’ospite, insospettiti da alcune ecchimosi notate sulle braccia dell’anziana.

Da lì l’avvio di approfondimenti riservati da parte dei carabinieri, culminati con l’installazione di microspie all’interno della struttura.

Proprio le attività di monitoraggio, protrattesi per circa due mesi, avrebbero documentato gli episodi contestati all’operatore socio sanitario, facendo emergere presunti comportamenti vessatori e abusi ai danni di due donne ultraottantenni, entrambe non autosufficienti e con grave decadimento cognitivo.

Accuse pesantissime

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti contestati comprenderebbero maltrattamenti, umiliazioni e condotte di natura sessuale ritenute particolarmente gravi.

Elementi che avevano portato il gip a disporre la misura cautelare, eseguita all’antivigilia di Natale.

L’indagato, ancora agli arresti domiciliari, durante l’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ora la decisione di concordare la pena.

Da quanto emerso, nel corso degli approfondimenti successivi non sarebbero emersi ulteriori episodi oltre a quelli già oggetto dell’inchiesta.

Un caso esploso nel silenzio

L’operazione fu condotta nel massimo riserbo per evitare fughe di notizie che potessero compromettere l’attività investigativa.

L’arresto colse di sorpresa personale della struttura, familiari e direzione della Rsa, ignari dell’indagine in corso.

Alle due anziane coinvolte era stato nominato un curatore speciale, mentre non sono noti, per ragioni di tutela della privacy, eventuali trasferimenti in altre strutture.

Ora l’ultima parola al gup

Il patteggiamento dovrà ora essere vagliato e ratificato dal gup, ultimo passaggio formale prima di rendere definitiva l’intesa raggiunta tra accusa e difesa.

Resta il peso di una vicenda che aveva acceso i riflettori sulla tutela degli ospiti più fragili e sulle garanzie all’interno delle strutture assistenziali.

E che oggi trova un primo approdo giudiziario, dopo mesi di indagini condotte nel più stretto riserbo.