Accam, il caso inceneritore si fa incandescente

Tra maggioranza e opposizione si fa durissimo il confronto sul futuro dell’inceneritore

– Accam, ormai è un caso. «Il sindaco ci dica come vuole chiudere la partita. E se a decidere sarà soltanto la giunta».

È la richiesta sollevata dal segretario del Pd nel corso della commissione convocata ieri sera per discutere dell’aggiornamento del contratto di servizio di Accam, che sarà all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì.
Un’occasione per discutere sugli scenari futuri dell’inceneritore? Tecnicamente no, perché il contratto di servizio è altra cosa rispetto alla decisione sul post-revamping, su cui il dibattito è accesissimo, tra i Comuni soci e le forze politiche. «L’opzione di una discussione in consiglio non sarebbe percorribile, visto che non c’è un punto specifico all’ordine del giorno – sottolinea Vita – a meno che il sindaco nelle sue comunicazioni non voglia dirci cosa intende fare il 22 dicembre in assemblea, aprendo così una discussione». In ogni caso, visto che il consigliere di Manifattura Cittadina è venuto a conoscenza di un aggiornamento degli scenari valutati dal tavolo tecnico (una comunicazione ricevuta il 2 dicembre, quindi dopo l’ultimo incontro di presentazione degli scenari fatto a palazzo Gilardoni), le opposizioni chiedono «che possa perlomeno esserci un incontro con Accam per conoscere gli ultimi aggiornamenti della situazione».
L’ideale, per il Pd, sarebbe la possibilità di un dibattito in consiglio comunale: «Solleveremo il problema – spiega il segretario Salvatore Vita – il futuro dell’impianto Accam è una questione che richiederebbe un mandato del consiglio, eppure il sindaco Farioli ha già dichiarato in una delle sue prosopopee che, in assenza di una decisione condivisa in assemblea, il 23 dicembre chiederà lo smantellamento dell’inceneritore».
D’altra parte il clima su Accam sta decisamente cambiando, anche all’interno della maggioranza.
Alla Lega Nord, che sembra sempre più propendere per la soluzione dello spegnimento dei forni, si aggiunge anche Ncd, con il presidente del circolo di Borsano che esce allo scoperto chiedendo «chiarezza, al di là delle strumentalizzazioni», chiedendo ai rappresentanti dell’amministrazione «la convocazione di un’assemblea pubblica in cui esporre la situazione, conti alla mano, senza temere il confronto con la gente che li ha eletti». Ma anche invocando «la consapevolezza dell’importanza di investire su progetti e tecnologie che siano al passo con i tempi, per non dire un passo avanti». Insomma, non il revamping.